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Sub dispersi alle Maldive, riparte il recupero dei corpi nelle grotte di Vaavu
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Operazione al via oggi nell’atollo maldiviano: team internazionale al lavoro in condizioni estreme
È prevista nella mattinata di oggi la ripresa dell’operazione di recupero dei corpi dei sub italiani rimasti intrappolati in un sistema di grotte sottomarine nell’atollo di Vaavu Atoll, alle Maldive.
Il team internazionale di search & recovery mobilitato da DAN Europe è arrivato ieri e ha completato le operazioni preliminari: preparazione delle attrezzature, briefing operativi e pianificazione della missione. Una prima immersione è prevista oggi, condizioni meteo permettendo.
Il gruppo altamente specializzato è composto dai soccorritori finlandesi Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, esperti in immersioni profonde e in ambienti di grotta.
Secondo quanto riferito dal portavoce del governo maldiviano Mohamed Hussain Shareef, il corpo di Gianluca Benedetti è stato individuato all’ingresso della grotta esplorata dal gruppo. Le autorità ritengono invece che i corpi degli altri quattro sub – Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Federico Gualtieri e Muriel Oddenino – si trovino ancora all’interno.
Le operazioni si svolgono in un contesto estremamente complesso: ambiente di grotta profonda oltre i limiti ricreativi, visibilità ridotta, correnti e passaggi ostruiti. Le ore precedenti all’intervento sono state dedicate alla verifica dei gas, alla logistica e alla valutazione ambientale.
DAN Europe ha chiesto riserbo e concentrazione per consentire al team di operare in sicurezza, precisando che non verranno diffusi ulteriori dettagli fino al completamento del primo intervento.
“In questi giorni una delle nostre priorità è stata supportare queste operazioni con le migliori risorse disponibili”, ha dichiarato Laura Marroni. “Il team è ora sul posto e si sta preparando per l’immersione. Da questo momento tutta l’attenzione deve essere rivolta alla missione”.
La task force opera in coordinamento con la Maldives National Defence Force e in contatto con le autorità italiane presenti a Malé.
Sul fronte delle vittime, la famiglia di Federico Gualtieri, attraverso i legali Antonello Riccio e Gianluigi Dell’Acqua, ha sottolineato come il trentunenne fosse pienamente formato e qualificato per immersioni di elevata complessità, con 23 brevetti PADI conseguiti dal 2011 e un’esperienza consolidata anche alle Maldive.
I legali invitano a non formulare ricostruzioni affrettate, evidenziando che non sono ancora chiari né l’organizzazione dell’immersione né le condizioni operative. È stata inoltre aperta un’indagine anche in Italia, con un fascicolo presso la Procura di Roma, mentre proseguono gli accertamenti delle autorità locali.
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(con fonte AdnKronos)

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