Salute
Hantavirus delle Ande: cos’è, sintomi, cura e prevenzione
Hantavirus delle Ande: cos’è, sintomi, come si trasmette, cura e prevenzione secondo ISS, OMS ed ECDC
L’hantavirus delle Ande è un virus zoonotico trasmesso dai roditori che può causare nell’uomo una forma grave di infezione respiratoria. Secondo l’Istituto superiore di sanità, il contagio avviene principalmente per contatto con escrementi, urina o saliva di animali infetti o tramite superfici contaminate.
Cos’è l’hantavirus delle Ande
Gli hantavirus sono virus che circolano naturalmente nei roditori e possono trasmettersi occasionalmente all’uomo. Il ceppo Andes è uno dei pochi in grado di trasmettersi anche tra esseri umani, seppure in modo raro e solo in presenza di contatti stretti. Nelle Americhe è associato alla sindrome cardiopolmonare da hantavirus, una malattia che colpisce polmoni e cuore e può avere un’evoluzione rapida.
Sintomi dell’infezione
L’infezione si manifesta inizialmente con sintomi aspecifici:
- febbre
- mal di testa
- dolori muscolari
- brividi
- nausea, vomito o diarrea
Nelle fasi successive può comparire:
- difficoltà respiratoria improvvisa
- pressione arteriosa bassa
- peggioramento rapido delle condizioni cliniche
I sintomi compaiono in genere tra 2 e 4 settimane dopo l’esposizione, ma possono emergere già dopo 7 giorni fino a 8 settimane.
Come si trasmette
Il contagio avviene principalmente attraverso:
- inalazione di particelle contaminate da roditori
- contatto con urina, feci o saliva infetti
- superfici contaminate in ambienti chiusi
La trasmissione tra persone è rara e documentata quasi esclusivamente per il virus Andes, in condizioni di contatto stretto e prolungato.
Cura e trattamento
Non esistono vaccini e terapie antivirali specifiche. Il trattamento è esclusivamente di supporto e comprende:
- assistenza respiratoria
- monitoraggio in terapia intensiva nei casi gravi
- gestione delle complicanze cardiache e renali
Un intervento precoce può migliorare la prognosi nei casi severi.
Rischio e prevenzione
Secondo le autorità sanitarie internazionali, il rischio per la popolazione generale è considerato basso.
Le misure di prevenzione si basano su:
- riduzione del contatto con roditori
- igiene delle mani
- protezione delle vie respiratorie in ambienti a rischio
- pulizia sicura degli spazi contaminati (evitando la polvere secca)
- sigillatura di accessi negli edifici e corretta conservazione degli alimenti
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(con fonte AdnKronos)

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