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Trump: la Cina non aiuterà l’Iran militarmente dopo l’incontro con Xi
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I temi principali Hormuz aperto e stop alle armi a Teheran, ma Pechino continuerà ad acquistare petrolio iraniano
Trump: la Cina non aiuterà l’Iran militarmente dopo l’incontro con Xi. È questo il risultato annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump al termine del faccia a faccia con il leader cinese Xi Jinping a Pechino.
Secondo Trump, la Cina non fornirà equipaggiamenti militari a Teheran, pur mantenendo aperto il canale economico legato all’energia. “Ha detto che non fornirà equipaggiamento militare. Questa è una grande dichiarazione”, ha affermato il presidente a Fox News, aggiungendo che Pechino continuerà ad acquistare petrolio iraniano.
Accordo su Hormuz e nucleare
Nel corso dell’incontro, Stati Uniti e Cina hanno condiviso una posizione comune su due punti centrali: la sicurezza energetica e il dossier nucleare iraniano.
Secondo una nota della Casa Bianca, le parti “hanno concordato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto per sostenere il libero flusso di energia” e che “l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare”.
La mossa di Teheran sullo Stretto
Il controllo dello Stretto di Hormuz resta il nodo strategico. L’area, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, è oggi condizionata dal blocco navale statunitense e dalle minacce iraniane.
In questo contesto, Teheran ha adottato una misura mirata proprio nei confronti della Cina, consentendo il passaggio di diverse navi cinesi attraverso lo Stretto, secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Fars. Il transito avviene secondo un “protocollo” definito dalle autorità iraniane.
La decisione apre alla possibilità per Pechino di continuare ad accedere al greggio iraniano, mentre il blocco americano riguarderebbe principalmente le navi della Repubblica islamica.
Traffici in calo e tensioni sul mercato
I dati indicano una riduzione significativa del traffico marittimo rispetto ai livelli precedenti al conflitto. Nei primi tre giorni della settimana circa 18 navi hanno attraversato lo Stretto, un numero superiore alla settimana precedente ma ancora distante dai circa 130 transiti giornalieri registrati prima dell’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele da un lato e Iran dall’altro.
Secondo gli analisti di Lloyd’s List Intelligence, gli armatori stanno preparando scenari di interruzione prolungata, rivedendo il proprio livello di rischio. Il numero di navi con legami diretti con l’Iran risulta in calo sensibile.
Il ruolo della Cina nei negoziati
Per Pechino, la riapertura completa delle rotte energetiche resta una priorità strategica. Trump ha riferito che Xi Jinping si sarebbe detto favorevole a un accordo tra Stati Uniti e Iran e disponibile a facilitare un’intesa.
“Vorrebbe vedere raggiunto un accordo”, ha dichiarato Trump, sottolineando il peso della Cina come principale acquirente di petrolio iraniano. “Ha detto: ‘Mi piacerebbe essere d’aiuto, se posso essere utile in qualsiasi modo’”.
L’esito dell’incontro lascia aperti i canali diplomatici, ma senza una soluzione immediata sul fronte energetico e militare.
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(con fonte AdnKronos)

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