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Parata Giorno della Vittoria ridimensionata a Mosca. Immagine Putin sbiadita
Crolla il mito dell’uomo forte… Celebrazioni del 9 maggio segnate dalla guerra in Ucraina: sicurezza rafforzata, evento ridotto e crescenti tensioni interne
La parata del Giorno della Vittoria ridimensionata a Mosca segna il 9 maggio russo mentre il conflitto in Ucraina, iniziato nel febbraio 2022, prosegue senza risultati decisivi. La celebrazione, tradizionalmente centrale nella narrativa del Cremlino, si svolge quest’anno in un contesto segnato da attacchi con droni anche nella capitale e dalla richiesta di un cessate il fuoco limitato alla durata delle commemorazioni.
Gli organizzatori hanno ridotto in modo significativo l’evento, citando ragioni di sicurezza: esclusi i veicoli blindati e cancellata la marcia dei cadetti militari. A Mosca sono previste interruzioni dei servizi di telefonia mobile e Internet per diversi giorni.
Il quadro interno appare più complesso rispetto ai mesi precedenti. Secondo il Wall Street Journal, lo stallo sul fronte, le perdite che superano il milione di unità, le difficoltà economiche e la frequenza degli attacchi con droni e missili hanno alimentato un malcontento diffuso. Una dinamica che, nelle valutazioni riportate dal quotidiano, rappresenta una sfida rilevante per il sistema di potere russo, più insidiosa del tentativo di rivolta guidato da Evgenij Prigozhin nel 2023.
Le autorità hanno reagito con un irrigidimento delle misure di sicurezza e un controllo più stringente delle attività online. Restrizioni giustificate ufficialmente con la necessità di prevenire nuovi attacchi, ma che contribuiscono ad alimentare indiscrezioni su possibili tensioni interne tra apparati di sicurezza.
Il clima appare mutato rispetto allo scorso dicembre, quando a Mosca si guardava con interesse alla possibilità di un negoziato mediato dagli Stati Uniti. La percezione cambia a gennaio, quando la durata dell’operazione militare supera quella della guerra combattuta dall’Unione Sovietica contro la Germania nazista tra il 1941 e il 1945.
“Ogni giorno che passa rafforza la sensazione che non siamo degni della memoria dei nostri nonni”, afferma Abbas Gallyamov, ex autore dei discorsi di Vladimir Putin e oggi esponente dell’opposizione all’estero. Una valutazione che si inserisce in un dibattito sempre più visibile anche tra sostenitori della linea del Cremlino. Anastasia Kashevarova, figura nota per il suo appoggio alla guerra, osserva che nella Seconda guerra mondiale “a quest’ora avrebbero già raggiunto Berlino”.
Negli ultimi mesi gli attacchi ucraini contro infrastrutture energetiche e militari russe si sono intensificati. Secondo le stime riportate, circa il 70% della popolazione si trova oggi nel raggio d’azione delle operazioni di Kiev, inclusi territori considerati finora lontani dal fronte.
Se inizialmente questi attacchi avevano contribuito a rafforzare la coesione interna, la loro crescente efficacia mette ora in evidenza le vulnerabilità del sistema difensivo. Alexander Baunov, del Carnegie Russia Eurasia Center, osserva che l’immagine del presidente russo appare cambiata: non più percepito come figura di protezione assoluta.
Nonostante i rischi, la parata resta un appuntamento irrinunciabile. Nico Lange, analista tedesco ed ex funzionario della difesa, sottolinea come il valore simbolico del 9 maggio renda impossibile rinunciare all’evento, anche in un contesto segnato da minacce alla sicurezza.
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(con fonte AdnKronos)
