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Trump punta all’accordo con l’Iran entro una settimana
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Gli Usa sospendono il Project Freedom e rilanciano il negoziato sul nucleare: sul tavolo un memorandum in 14 punti
Donald Trump accelera sul dossier iraniano e scommette su un’intesa nel giro di pochi giorni. Il presidente americano, dopo aver sospeso l’operazione Project Freedom per la riapertura dello Stretto di Hormuz, sostiene che i colloqui con Teheran abbiano registrato progressi significativi nelle ultime 24 ore.
“Gli iraniani vogliono fare un accordo. Abbiamo avuto ottimi colloqui ed è molto possibile che avremo un’intesa”, ha detto il presidente degli Stati Uniti. Alla domanda sui tempi, Trump ha indicato inizialmente “una settimana”, correggendo poi parzialmente la previsione: “Non c’è una scadenza. L’intesa arriverà, ma mai una scadenza”.
Il nodo centrale resta il programma nucleare iraniano. “L’Iran non può avere un’arma nucleare e non l’avrà. Ha accettato questo, tra le altre cose”, ha ribadito Trump, anche se in passato aveva già dato per acquisito un passo indietro di Teheran sull’arricchimento dell’uranio.
Il memorandum Usa in 14 punti
Il negoziato ruota attorno a un memorandum di una pagina articolato in 14 punti, elaborato dagli Stati Uniti e riportato da Axios. Washington attende una risposta dell’Iran in tempi molto rapidi.
Il documento definisce la cornice politica e diplomatica per chiudere il conflitto e avviare un negoziato più dettagliato entro 30 giorni. Tra i punti principali figurano:
- la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz;
- una moratoria di 15 anni sull’arricchimento dell’uranio;
- ispezioni rafforzate nei siti nucleari, compresi quelli sotterranei;
- la graduale revoca delle sanzioni economiche;
- lo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero.
Secondo quanto emerge, i negoziati potrebbero svolgersi già la prossima settimana a Islamabad o a Ginevra.
Il compromesso sull’uranio
La durata della moratoria sull’arricchimento resta uno dei punti più delicati. L’Iran avrebbe proposto uno stop di cinque anni, mentre gli Stati Uniti ne avrebbero chiesti venti. Il compromesso in discussione sarebbe fissato a quindici anni, con una clausola che prolungherebbe automaticamente la moratoria in caso di violazioni da parte iraniana.
Teheran si impegnerebbe inoltre a non sviluppare armi nucleari, a non utilizzare impianti sotterranei e ad accettare controlli più stringenti. In cambio, Washington garantirebbe una revoca graduale delle sanzioni e lo sblocco di miliardi di dollari di asset congelati.
Trump accelera prima del viaggio in Cina
La Casa Bianca punta a chiudere il dossier prima della visita di Trump in Cina, prevista per il 14 e 15 maggio. Il presidente americano vuole evitare di arrivare a Pechino con il confronto con Teheran ancora aperto e con il rischio di una ripresa delle ostilità.
In assenza di un accordo, Trump torna a evocare l’opzione militare: “Dovremo tornare a bombardarli pesantemente”.
Teheran frena sugli annunci Usa
Sul fronte iraniano, però, i toni restano duri. Il presidente del Parlamento, Mohammed Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che “il popolo iraniano preferisce morire piuttosto che arrendersi”, accusando i nemici della Repubblica islamica di voler destabilizzare il Paese anche dall’interno.
Più prudente il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, secondo cui la proposta americana “è ancora al vaglio dell’Iran” e la risposta sarà comunicata successivamente attraverso il Pakistan.
Ancora più netto Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano, che ha definito il memorandum diffuso da Axios “la lista dei desideri degli americani e non la realtà”.
“Gli americani non otterranno con una guerra fallimentare ciò che non sono riusciti a ottenere con negoziati diretti”, ha detto Rezaei, aggiungendo che “l’Iran ha il dito sul grilletto ed è pronto”.
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(con fonte AdnKronos)
