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Carburanti in Italia: rincari incessanti da un mese per la guerra in Iran
Benzina e diesel continuano a salire senza tregua mentre il Brent sfiora i 117 dollari al barile
Da oltre un mese, l’aumento dei prezzi dei carburanti in Italia non conosce tregua. L’impennata del petrolio sui mercati internazionali, alimentata dalla guerra Usa-Israele contro l’Iran, continua a far lievitare i costi alla pompa, con incrementi quotidiani che si riflettono sull’economia delle famiglie e delle imprese.
Lunedì, il barile di Brent con consegna a maggio ha toccato quasi 117 dollari, segnando un rialzo del 4% nelle contrattazioni notturne, mentre il greggio statunitense WTI ha superato i 100 dollari, oltre il 50% in più rispetto al periodo precedente all’inizio del conflitto. Dall’inizio della guerra, il Brent ha accumulato un incremento di quasi il 60%.
Sul territorio nazionale, le rilevazioni di Staffetta Quotidiana mostrano come Eni resti leggermente sotto la concorrenza, mentre IP, Q8 e Tamoil hanno aggiornato i listini con aumenti compresi tra uno e cinque centesimi al litro.
I dati medi dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati su circa 20mila impianti, indicano: benzina self service a 1,747 euro/litro (+3 millesimi), diesel self service a 2,055 euro/litro (+13), benzina servito a 1,883 euro/litro (+2), diesel servito a 2,187 euro/litro (+12). Gpl servito a 0,662 euro/litro (-1), metano a 1,550 euro/kg (+4) e Gnl a 1,251 euro/kg (+2).
Sulle autostrade, i prezzi restano ulteriormente più elevati: benzina self service 1,812 euro/litro, diesel self service 2,117 euro/litro, servito benzina 2,065 euro/litro e diesel 2,369 euro/litro.
Secondo il Codacons, la benzina raggiunge i 1,750 euro/litro di media nazionale, mentre il gasolio tocca 2,059 euro/litro. Le regioni con i prezzi più elevati sono Bolzano (gasolio 2,094 euro/litro), Trento (2,076), Valle d’Aosta (2,075), per la benzina Basilicata (1,779) e Bolzano (1,775).
La scadenza del taglio delle accise, fissata al 7 aprile, rischia di imprimere un’ulteriore accelerazione ai prezzi: senza rinnovo del taglio di 25 centesimi, il gasolio supererebbe i 2,3 euro/litro e la benzina sfiorerebbe 1,99 euro/litro, aggravando i costi per cittadini e imprese.
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(con fonte AdnKronos)

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