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Gerusalemme, accesso negato cardinale Pizzaballa: Israele difende stop per motivi sicurezza
Santo Sepolcro, Israele spiega il blocco: stop ai prelati per motivi di sicurezza legati alla guerra e ai lanci missilistici iraniani
Dopo le polemiche per il blocco imposto ai vertici cattolici della Terra Santa, le autorità israeliane difendono la decisione presa nella mattinata di domenica 29 marzo a Gerusalemme.
La polizia ha spiegato di aver comunicato già il giorno precedente che la richiesta di accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro non era stata approvata per motivi di sicurezza. Il provvedimento rientra nelle misure adottate dall’inizio dell’operazione militare denominata “Leone Ruggente”, in linea con le direttive del Comando del Fronte Interno.
Secondo quanto riferito, tutti i luoghi sacri della Città Vecchia sono stati chiusi ai fedeli, in particolare quelli privi di adeguati spazi protetti, con l’obiettivo di ridurre i rischi per la popolazione. Le restrizioni sono in vigore dall’inizio della guerra tra Israele e Stati Uniti contro l’Iran, scoppiata il 28 febbraio, e prevedono il divieto di accesso alla Città Vecchia per i non residenti, oltre a limitazioni agli assembramenti.
Le misure riguardano anche altri luoghi simbolo come il Muro del Pianto e la Moschea di Al-Aqsa, chiusi insieme al Santo Sepolcro dal 6 marzo. Gli assembramenti restano limitati a un massimo di 50 persone, a condizione che sia possibile raggiungere rapidamente un rifugio.
Le autorità sottolineano inoltre la complessità logistica della Città Vecchia, dove l’accesso ai mezzi di soccorso è limitato: una condizione che, in caso di emergenza con molte persone coinvolte, potrebbe rappresentare un rischio significativo per la vita umana.
Il Ministero degli Esteri israeliano ha ribadito che le restrizioni sono una diretta conseguenza dei lanci missilistici iraniani, ricordando che frammenti di ordigni intercettati sono caduti anche nelle vicinanze dei principali luoghi santi.
Nonostante le tensioni, è previsto un incontro tra la polizia e il patriarca latino Pierbattista Pizzaballa per individuare soluzioni che consentano di garantire, per quanto possibile, la continuità delle celebrazioni religiose nel rispetto delle esigenze di sicurezza.
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(foto: Cardinale Pizzaballa, © vaticannews.va)

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