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Modena, convalidato il carcere per Salim El Koudri: “Pericolo di fuga e reiterazione del reato”
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La gip Donatella Pianezzi conferma la custodia cautelare per il 31enne accusato di strage e lesioni aggravate dopo aver travolto sette pedoni in centro. Disposta anche osservazione psichiatrica
Resta in carcere Salim El Koudri, il 31enne accusato di strage e lesioni aggravate per aver investito sette pedoni nel centro di Modena lo scorso 16 maggio. La giudice per le indagini preliminari Donatella Pianezzi ha convalidato il fermo evidenziando il concreto pericolo di fuga e il rischio di reiterazione del reato, disponendo anche un periodo di osservazione psichiatrica in ambito penitenziario.
I fatti: l’investimento e la fuga armata
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti attraverso testimonianze e immagini di videosorveglianza, l’azione si è sviluppata come una “precipitosa e violenta fuga”.
Dopo aver travolto i pedoni lanciandosi ad alta velocità lungo una via affollata del centro storico, El Koudri avrebbe tentato di allontanarsi. Non riuscendo a riavviare l’auto, è sceso dal veicolo impugnando un coltello e ha proseguito la fuga a piedi, cercando di depistare chi lo inseguiva.
Durante questa fase ha accoltellato Luca Signorelli, uno dei primi passanti intervenuti per fermarlo, colpendolo due volte.
Le motivazioni della gip: rischio fuga e pericolosità
Nel provvedimento, la giudice sottolinea come la condotta sia stata finalizzata a evitare l’identificazione e le responsabilità penali.
Il pericolo di fuga viene ritenuto concreto anche alla luce della situazione personale dell’indagato: assenza di lavoro stabile e legami familiari limitati in Italia. Secondo la gip, se lasciato libero avrebbe potuto lasciare il Paese e rientrare in Marocco, sottraendosi alle conseguenze giudiziarie.
Altro elemento centrale è il rischio di reiterazione del reato, desunto dalla gravità dei fatti, dalle modalità dell’azione e dalla personalità dell’indagato, ritenuta compatibile con la possibilità di nuove condotte violente.
Il quadro investigativo: movente ancora ignoto
Un aspetto ritenuto particolarmente rilevante è l’assenza, allo stato, di un movente chiaro.
La mancata individuazione delle ragioni dell’azione, sottolinea la giudice, rafforza le esigenze cautelari: senza una spiegazione definita del gesto, resta elevata l’incertezza sulla sua ripetibilità.
L’ipotesi di strage e l’allarme sociale
La condotta viene qualificata come idonea a configurare il reato di strage. Il 31enne ha percorso a forte velocità una strada frequentata, in pieno giorno e in un orario di massima presenza di pedoni, colpendo in modo indiscriminato persone presenti lungo il percorso, anche sui marciapiedi.
L’auto viene descritta come “arma assolutamente potente ed estremamente efficace”, utilizzata in modo tale da mettere in pericolo un numero indeterminato di persone.
Per la gip si tratta di un fatto di “particolare allarme sociale”, replicabile in qualsiasi contesto urbano senza necessità di preparazione.
Le condizioni psichiche: disposta osservazione
Dagli atti emerge che El Koudri era stato in passato in cura per un disturbo schizoide di personalità presso il centro di salute mentale di Castelfranco Emilia.
Tuttavia, allo stato, non ci sono elementi per collegare direttamente la patologia al gesto né per ritenere che l’indagato fosse incapace di intendere e volere al momento dei fatti.
Per questo la giudice ha disposto un periodo di osservazione psichiatrica in carcere, con eventuale trasferimento in reparti specializzati.
Il bilancio: sette feriti, quattro gravi
L’azione ha lasciato a terra sette persone ferite, quattro delle quali in condizioni gravi. Tra i casi più critici, una donna ha subito l’amputazione delle gambe.
La corsa dell’auto si è conclusa contro la vetrina di un negozio, chiudendo una traiettoria che ha attraversato una delle zone più frequentate della città.
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(con fonte AdnKronos)

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