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Tennis, Sinner ko al Roland Garros: ma serve davvero creare un caso?
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L’Italia, al solito, diventa esperta medico-tennista e indaga su una normale sconfitta per chi fa sport a livelli altissimi
Da ieri una valanga di articoli per spiegare, indagare, analizzare e giudicare come sempre all’italiana, la sconfitta per un calo fisico del nostro numero uno al mondo. Ha perso una partita. Tutto qui. Eppure attorno a Jannik Sinner, dopo il ko al Roland Garros, si è subito rimesso in moto il meccanismo ormai noto: analisi, processi, interrogativi, teorie.
Perché ha perso? Cosa non ha funzionato? È solo un problema fisico? Mentale? Tecnico? Nel giro di poche ore, la sconfitta si trasforma in un caso da sezionare, come se dietro a ogni passo falso dovesse necessariamente esserci una spiegazione straordinaria.
E invece no. A volte si perde, semplicemente. Succede nello sport, succede ai numeri uno, succede anche ai più forti. È la regola base della competizione, quella che spesso ci si dimentica proprio quando si parla di campioni.
Sinner, con la sua solita compostezza, ha già detto tutto quello che c’era da dire. Nessun alibi, nessun dramma. Solo la consapevolezza di una giornata storta, di quelle che fanno parte del percorso di qualsiasi atleta. Tante partite giocate e vinte consecutive e poi si incappa nella giornata “break “.
Il problema, semmai, è tutto intorno. È quella tendenza a riempire ogni spazio con opinioni, diagnosi, sentenze. Un bisogno quasi compulsivo di spiegare tutto, anche ciò che non ha bisogno di essere spiegato.
Così si moltiplicano commenti, analisi tecniche, “retroscena”, pareri più o meno autorevoli. Un rumore di fondo continuo che finisce per sovraccaricare anche l’evento più normale: una sconfitta.
Forse, per una volta, basterebbe fermarsi. Accettare che anche il numero uno possa avere un momento no. E lasciarlo in pace. Che riposi prima di riprendere il normale corso della sua carriera meravigliosa.
Perché, alla fine, non c’è nulla di incredibile da capire. Solo sport e le sue “normali” dinamiche. Riposa e riprenditi, Jannik!
TS
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(con fonte AdnKronos)

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