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Donald Trump: “Teheran vuole un accordo”, Casa Bianca smentisce bozza su Hormuz
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Il presidente americano insiste sulla linea dura e nega pressioni legate alle elezioni. Washington respinge le indiscrezioni iraniane su un’intesa preliminare
Gli Stati Uniti non hanno fretta e non intendono fare concessioni. Donald Trump torna a ribadire la propria linea sull’Iran, sostenendo che Teheran “ha molta voglia di fare un accordo”, ma che Washington “non è ancora soddisfatta”.
Parlando durante una riunione di gabinetto, il presidente ha chiarito che l’obiettivo resta un’intesa alle condizioni americane, lasciando intendere anche l’alternativa: “Saremo soddisfatti, oppure dovremo finire il lavoro”.
Trump ha inoltre respinto l’idea che l’Iran possa guadagnare tempo in attesa delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti. “Non mi interessano le elezioni di midterm”, ha affermato, accusando Teheran di aver tentato di sfruttare il calendario politico americano per ottenere condizioni più favorevoli. Il riferimento è anche al recente successo del candidato sostenuto dall’ex presidente nelle primarie repubblicane per il Senato in Texas.
Sul piano strategico, il presidente ha ribadito che gli Stati Uniti garantiranno la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. “Gli stretti saranno aperti a tutti e non saranno controllati da nessuno. Saremo noi a vegliare su di essi”, ha dichiarato, respingendo l’ipotesi di una gestione condivisa tra Iran e Oman. Rivolgendosi indirettamente a Muscat, Trump ha anche lanciato un avvertimento: in caso contrario, gli Stati Uniti potrebbero intervenire con la forza.
Netta anche la posizione sul dossier nucleare: Washington non concederà alcun allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia iraniana al materiale arricchito. “Assolutamente no”, ha ribadito in un’intervista a PBS.
Trump ha inoltre sostenuto che la recente riattivazione dell’accesso a Internet in Iran sarebbe un segnale di debolezza del regime, affermando che l’economia del Paese è in crisi e che Teheran “non ha scelta” se non negoziare.
Nel frattempo, il presidente ha rilanciato anche sul piano regionale, chiedendo a Paesi come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti di aderire “immediatamente” agli Accordi di Abramo, negoziati già in passato da figure come Steve Witkoff e Jared Kushner.
Le dichiarazioni arrivano poche ore dopo che la televisione di Stato iraniana aveva parlato di una bozza di memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra e ripristinare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Secondo Teheran, l’intesa avrebbe previsto un alleggerimento delle restrizioni sul traffico marittimo iraniano e un parziale ritiro delle forze americane, in cambio del ripristino dei flussi commerciali nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman.
La versione iraniana includeva anche un ruolo di controllo per Teheran sullo stretto, in coordinamento con l’Oman, e l’esclusione delle navi militari statunitensi dall’accordo.
Ma da Washington è arrivata una smentita secca. Un account vicino alla Casa Bianca ha dichiarato che “nessuno dovrebbe credere a ciò che diffonde la televisione di Stato iraniana”, negando che esista una bozza di accordo o un’intesa preliminare in corso.
Resta quindi alta la distanza tra le parti, tra aperture dichiarate e smentite ufficiali, in un contesto in cui la tensione sul controllo delle rotte energetiche globali continua a rappresentare uno dei principali nodi geopolitici.
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(con fonte AdnKronos)

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