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Trump e Netanyahu ai ferri corti sull’accordo con l’Iran
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Washington e Teheran verso un’intesa preliminare su cessate il fuoco e Stretto di Hormuz. Israele e USA divisi sul futuro del programma nucleare iraniano
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha cercato di rassicurare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di una telefonata sull’evoluzione dei negoziati con Iran, ribadendo che un accordo definitivo dovrà portare allo smantellamento completo del programma nucleare di Teheran.
La telefonata, avvenuta sabato sera, arriva mentre emergono dettagli su un’intesa preliminare tra Stati Uniti e Iran che prevede l’estensione del cessate il fuoco per 60 giorni e la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. La questione del programma nucleare iraniano verrebbe invece rinviata a un secondo momento, senza obbligo immediato di esportazione delle scorte di uranio altamente arricchito.
Secondo le informazioni circolate, il piano includerebbe anche un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, senza però prevedere il disarmo del gruppo sostenuto da Teheran. L’accordo preliminare viene letto in Israele come uno spostamento dell’attenzione dalle attività nucleari iraniane alle misure di de-escalation regionale.
Trump avrebbe ribadito la linea degli Stati Uniti: nessun accordo definitivo sarà firmato senza lo smantellamento del programma nucleare iraniano e la rimozione dell’uranio arricchito dal territorio iraniano.
Washington ha confermato di mantenere aggiornato Israele sui negoziati per un memorandum d’intesa su Hormuz e per l’avvio dei colloqui verso un accordo finale. Netanyahu, secondo le fonti, ha ringraziato Trump per il sostegno alla sicurezza israeliana. Ma questa notizia sembra più una velina da proporre al mondo che la reale reazione del primo ministro con la Stella di David.
Nel frattempo, il New York Times riporta che Israele sarebbe stato in gran parte escluso dai negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran. Axios e il Times of Israel confermano ulteriori dettagli sull’intesa in fase di definizione.
Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha parlato di “progressi significativi ma non definitivi”, ribadendo che l’obiettivo resta impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare.
Sul fronte politico americano, il senatore repubblicano Ted Cruz ha definito l’accordo un potenziale “errore disastroso”, mentre il senatore Lindsey Graham ha avvertito del rischio di un “incubo per Israele” se Teheran dovesse rafforzarsi grazie all’intesa.
Secondo fonti citate, la principale criticità riguarda il rinvio della questione nucleare rispetto alle misure su cessate il fuoco e Stretto di Hormuz, con il timore che l’Iran possa guadagnare tempo e capacità operative senza reali limitazioni strategiche.
Una fonte iraniana citata da Reuters ha infine affermato che Teheran non avrebbe accettato la consegna delle scorte di uranio altamente arricchito nell’ambito dell’accordo preliminare. Quindi a Tel Aviv hanno degli ottimi motivi per non essere tranquilli.
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(con fonte AdnKronos)

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