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Il campo largo c’è ma non si vede: amministrative 2026 delusione Venezia e solita tenuta in Toscana
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La tornata amministrativa consegna un quadro a macchia di leopardo per il campo progressista, con sconfitte pesanti nei principali capoluoghi e risultati positivi in alcune realtà locali
Il campo largo c’è ma non si vede: la tornata amministrativa 2026 consegna al campo progressista un’indicazione netta, quella di una competizione ancora aperta ma tutt’altro che consolidata. L’eventuale effetto referendum non si materializza e il quadro complessivo resta disomogeneo tra vittorie locali e sconfitte pesanti nei centri principali.
Tra le città più rilevanti al voto, il centrosinistra registra la perdita di Reggio Calabria e soprattutto la battuta d’arresto di Venezia, dove il dem Andrea Martella si ferma poco sopra il 39%. Il centrodestra si impone già al primo turno. A pesare sul risultato veneziano anche il contesto politico locale, segnato da polemiche e attese di un possibile ribaltamento che non si concretizza.
A Salerno si consuma invece un caso politico autonomo: Vincenzo De Luca viene eletto sindaco per la quinta volta, al primo turno, senza il sostegno del Partito Democratico e con M5S e Avs su un candidato alternativo.
Nel resto del Paese il quadro appare più articolato. La Toscana si conferma uno dei principali presìdi del campo progressista. A Prato Matteo Biffoni torna alla guida del Comune per la terza volta, mentre a Pistoia Giovanni Capecchi conquista la vittoria al primo turno. Ad Arezzo si profila invece il ballottaggio.
Risultati positivi arrivano anche da altre realtà: Giovanni Legnini a Chieti sfiora la vittoria al primo turno, mentre ad Avellino Nello Pizza si avvicina al successo. A Imola Marco Panieri viene riconfermato sindaco, così come Giovanna Bruno ad Andria. Successi al primo turno anche a Vicenza con Andrea Munari e a Enna con Vladimiro Crisafulli.
Sul piano politico nazionale, le reazioni confermano una lettura prudente del voto. Igor Taruffi, responsabile organizzazione della segreteria Schlein, sottolinea la presenza di risultati positivi ma invita a un’analisi complessiva a fine scrutinio, ricordando la natura locale della consultazione e la necessità di attendere i dati definitivi dei 18 comuni al voto.
Sulla stessa linea Paola Taverna, vicepresidente M5S, che parla di esiti “in chiaroscuro” e richiama anche il dato dell’astensionismo, interpretando il voto come espressione di dinamiche territoriali non immediatamente trasferibili sul piano nazionale.
Da Alleanza Verdi e Sinistra arrivano invece valutazioni favorevoli sui risultati ottenuti in Toscana, mentre Italia Viva, per voce di Maria Elena Boschi, invita a evitare letture trionfalistiche da parte del centrodestra, sottolineando la complessità del quadro emerso dalle urne.
A chiudere il quadro è la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che evidenzia i risultati positivi in Toscana, Emilia-Romagna, Campania e Puglia, ribadendo al tempo stesso che il centrosinistra è competitivo quando si presenta unito, pur riconoscendo le difficoltà emerse in alcune città chiave come Venezia.
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(con fonte AdnKronos)

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