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Basi Usa in Italia, Crosetto: “Rispettare gli accordi non significa essere in guerra”
Il ministro della Difesa difende l’utilizzo delle infrastrutture militari: “Obblighi da trattati Nato, nessun governo li ha mai messi in discussione”
L’utilizzo delle basi militari italiane da parte delle Forze armate statunitensi “non significa essere in guerra, ma rispettare gli impegni”. Lo ha chiarito il ministro della Difesa Guido Crosetto durante un’informativa urgente al Parlamento, intervenendo su un tema al centro del dibattito politico.
Crosetto ha sottolineato come l’applicazione degli accordi con gli Stati Uniti sia stata caratterizzata da “assoluta e coerente continuità” per oltre 75 anni, evidenziando che nessun governo, indipendentemente dal colore politico, ha mai messo in discussione tali intese né la loro portata.
“L’Italia non è il solo Paese ad aver stipulato accordi di questo tipo con gli Stati Uniti – ha spiegato –. Rispettarli non significa essere coinvolti in una guerra che nessuno ha voluto, ma adempiere a obblighi internazionali”. Il ministro ha ribadito il ruolo dell’Italia all’interno della Nato, sottolineando la credibilità del sistema di difesa e deterrenza costruito nell’ambito dell’Alleanza.
Nel corso dell’intervento, Crosetto ha respinto sia le “rotture isteriche” sia atteggiamenti di “subordinazione”, indicando come unico riferimento la legge, i trattati internazionali e la Costituzione. Ha inoltre ricordato che gli accordi sulle basi militari rappresentano “l’ossatura del sistema di sicurezza” del Paese e che anche le forze politiche oggi critiche li hanno sempre rispettati quando erano al governo.
A sostegno della continuità operativa, il ministro ha citato dati relativi ai transiti autorizzati nelle basi di Aviano e Sigonella tra il 2018 e il 2022, inclusi voli cargo, velivoli da combattimento, elicotteri e operazioni con carichi classificati come “hot cargo”, ovvero materiale sensibile o armamenti. Numeri che, secondo Crosetto, dimostrano come l’utilizzo delle basi sia regolato da prassi consolidate e condivise nel tempo.
“Non ci sono meriti da rivendicare – ha aggiunto – ma solo patti da rispettare. L’Italia agisce come garante dell’applicazione di regole internazionali, autorizzando quando possibile e negando quando non lo è”.
Il ministro ha inoltre respinto l’idea di un coinvolgimento diretto in operazioni militari offensive, precisando che i velivoli transitati negli anni “non partivano armati per colpire obiettivi”, ma rientravano nel quadro degli accordi esistenti.
Nel dibattito politico, Crosetto ha replicato anche alle critiche delle opposizioni, sostenendo che eventuali modifiche agli accordi dovrebbero passare da una revisione dei trattati internazionali, non da decisioni unilaterali del governo.
Infine, ha richiamato la necessità di mantenere unità istituzionale in una fase internazionale complessa, segnata da crescenti tensioni e rischi globali, ribadendo che l’Italia continuerà a muoversi nel solco della Costituzione e degli impegni assunti a livello internazionale.
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(con fonte AdnKronos)
