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Rapporto Censis: come cambiano i costumi sessuali degli italiani
Dal porno alla presenza sui social, un’indagine su 1.000 italiani tra 18 e 60 anni fotografa abitudini, consenso e identità di genere
Dal porno guardato in solitudine o in coppia all’uso dei social per conoscere partner sessuali, fino alla produzione di foto e video durante i rapporti: così si delineano i comportamenti sessuali degli italiani secondo l’ultimo Rapporto Censis, intitolato Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali. L’indagine si basa su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini tra i 18 e i 60 anni.
Il 59,3% degli italiani guarda pornografia da solo, con percentuali più alte tra gli uomini (76,6%) rispetto alle donne (41,5%). La pratica è più diffusa tra i giovani 18-34enni (66,2%), seguiti dai 35-44enni (56,6%) e dai 45-60enni (55,6%). In coppia, la visione di porno riguarda il 26% degli intervistati, con valori leggermente superiori tra gli uomini (27,3%) rispetto alle donne (24,6%).
Il 32,5% dichiara di aver conosciuto partner sessuali attraverso i social media. L’invio e la ricezione di materiale pornografico varia per età: ricevono immagini il 37% dei 18-34enni, il 32,2% dei 35-44enni e il 26,9% dei 45-60enni; il sexting è praticato dal 43,4% dei giovani, dal 33,6% degli adulti e dal 19,2% dei 45-60enni. L’invio di immagini pornografiche riguarda il 31,2% dei 18-34enni, il 21,8% dei 35-44enni e il 14,3% dei 45-60enni. La masturbazione a distanza con altri soggetti è segnalata dal 28,3% dei giovani, dal 23,8% degli adulti e dal 14,5% dei 45-60enni. Infine, tra chi si fotografa o si registra durante i rapporti sessuali, le percentuali sono del 15,9% tra i 18-34enni, del 17,9% tra i 35-44enni e dell’11,6% tra i 45-60enni.
L’80,4% degli italiani ha rapporti sessuali esclusivamente con il partner stabile, il 12% solo con persone occasionali e il 6,2% con partner stabili e occasionali contemporaneamente. Il 67% ritiene che nei rapporti duraturi non prevalga necessariamente la noia, e il 68,9% delle persone con relazione stabile dichiara soddisfazione per la propria vita sessuale, rispetto al 29,8% dei single.
Sul fronte del consenso, il 66,1% degli intervistati afferma di riuscire sempre a comprendere quando una donna non desidera un rapporto sessuale, con il 60,6% degli uomini e il 71,7% delle donne convinti di questo. Tuttavia, il 47% crede che determinati comportamenti o abiti, insieme all’uso di alcol o droghe, possano esporre le donne al rischio di violenza sessuale.
Il 16,3% del campione non si riconosce in un’identità di genere esclusivamente maschile o femminile, con punte del 21,9% tra i 18-34enni. Tra chi conosce i movimenti Lgbtqia+, il 58,3% li ritiene importanti per combattere le discriminazioni e migliorare la società. Il 75,7% degli intervistati, e l’81% dei giovani, segnala che in Italia persistono troppe discriminazioni verso persone non cisgender o non eterosessuali.
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(con fonte AdnKronos)

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