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Stati Uniti e Iran verso un accordo su guerra e Stretto di Hormuz
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Trump annuncia su Truth Social un’intesa in fase avanzata dopo i contatti con diversi Paesi mediorientali (sarà davvero la volta buona?)
Stati Uniti e Iran sarebbero a un passo da un accordo per la fine delle ostilità e la riapertura dello Stretto di Hormuz. A darne notizia è il presidente americano Donald Trump (che per la verità ormai, almeno una volta al giorno, giura che ci sia la firma dell’accordo a breve) attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, dopo una serie di contatti con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrain.
Secondo quanto dichiarato dal presidente, “un accordo è stato ampiamente negoziato ed è in attesa di essere finalizzato” tra Stati Uniti, Repubblica Islamica dell’Iran e altri Paesi coinvolti nella mediazione. Trump ha inoltre riferito di una conversazione telefonica con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, definita “andata molto bene”.
Il presidente americano ha aggiunto che le ultime questioni ancora aperte riguardano aspetti tecnici e terminologici del testo, mentre l’intesa complessiva sarebbe già definita nei suoi elementi principali. Tra questi, anche la riapertura dello Stretto di Hormuz, nodo strategico per il traffico energetico globale.
Fonti citate da Reuters indicano che Iran e Pakistan avrebbero trasmesso a Washington una proposta rivista di cessate il fuoco, finalizzata a chiudere il conflitto e garantire la riapertura dello Stretto. Anche Axios riferisce che un’intesa sarebbe ormai vicina, con divergenze limitate alla formulazione di alcuni passaggi.
Ulteriori ricostruzioni, riportate dal Washington Times, indicano la possibilità di un annuncio imminente, sulla base di una bozza già condivisa nelle linee generali. Una fonte pakistana ha descritto il documento come un memorandum d’intesa “piuttosto esaustivo per porre fine alla guerra”.
Sul contenuto della proposta iraniana, fonti citate da Fars News Agency e IRNA indicano come priorità la fine delle ostilità e lo sblocco dei beni finanziari congelati all’estero, mentre la questione nucleare verrebbe affrontata in una fase successiva, nell’arco di 30–60 giorni.
Secondo il presidente americano, un punto centrale resta il programma nucleare iraniano e la gestione dell’uranio arricchito al 60%. Trump ha affermato che qualsiasi accordo dovrà garantire risultati definiti come soddisfacenti per Washington.
In parallelo, analisi riprese dal Financial Times ipotizzano uno scenario di intesa transitoria, con una proroga del cessate il fuoco fino a 60 giorni e un graduale allentamento delle restrizioni economiche, accompagnato da una riduzione delle tensioni nello Stretto di Hormuz.
Sul fronte regionale, Israele continua a seguire i negoziati. Il primo ministro Benjamin Netanyahu resta in contatto con la Casa Bianca, mentre Washington avrebbe ribadito che non verrà sostenuto alcun accordo ritenuto incompatibile con la sicurezza israeliana.
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(con fonte AdnKronos)

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