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E’ morto Alex Zanardi, addio a un grande uomo e a uno straordinario atleta
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Scomparso a 59 anni il campione bolognese: una vita tra corse, incidenti e rinascite fino alla consacrazione paralimpica
La morte Alex Zanardi è stata annunciata dalla famiglia nella serata del 1 maggio: l’ex pilota di Formula 1 si è spento all’età di 59 anni, “serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”, come si legge nella nota diffusa dai familiari, che hanno chiesto rispetto per il momento di lutto.
Alessandro “Alex” Zanardi, nato a Bologna il 23 ottobre 1966, è stato protagonista di una carriera sportiva che ha attraversato discipline e fasi profondamente diverse. Pilota automobilistico, due volte campione Cart, quindi atleta paralimpico di vertice, ha costruito nel tempo un percorso segnato da risultati sportivi, incidenti gravi e successive ripartenze.
Cresciuto a Castel Maggiore, si avvicina ai motori da adolescente, quando a 14 anni riceve il primo kart. Dopo le prime competizioni locali, nel 1982 partecipa al campionato nazionale 100cc, chiudendo terzo nonostante risorse limitate e una gestione quasi interamente familiare. Negli anni successivi conquista titoli italiani e risultati internazionali, affermandosi come pilota competitivo.
Il passaggio alle monoposto lo porta prima in Formula 3 e poi in Formula 3000, dove ottiene risultati immediati. Nel 1991 debutta in Formula 1 con la Jordan, proseguendo poi con Minardi, Benetton come collaudatore e Lotus tra il 1993 e il 1994. Le stagioni sono condizionate da vetture poco competitive e da progetti tecnici instabili.
La svolta arriva negli Stati Uniti con il team Ganassi. Nel campionato Cart conquista il titolo nel 1997 e si conferma nel 1998 con sette vittorie. In quegli anni diventa uno dei protagonisti del motorsport internazionale, noto per uno stile di guida aggressivo e per sorpassi rimasti celebri.
Nel 1999 torna in Formula 1 con la Williams, ma la stagione si rivela complessa. Le difficoltà di adattamento e i risultati limitati portano alla separazione a fine anno.
Il 15 settembre 2001, durante una gara Cart al Lausitzring, è coinvolto in un incidente gravissimo. Dopo una sosta ai box perde il controllo della vettura, che resta ferma in traiettoria. L’impatto con l’auto di Alex Tagliani provoca conseguenze immediate: amputazione degli arti inferiori e condizioni critiche. Trasportato a Berlino, affronta oltre quindici interventi chirurgici e un lungo periodo di ricovero. Viene dimesso il 31 ottobre 2001.
Dopo la riabilitazione torna allo sport, inizialmente anche alle competizioni automobilistiche, ma trova una nuova dimensione nel paraciclismo. Con l’handbike ottiene risultati di rilievo: quarto posto alla Maratona di New York nel 2007 e record nel 2011. Ai Giochi Paralimpici conquista quattro ori a Londra 2012 e quattro ori a Rio 2016, oltre a un argento e dodici titoli mondiali.
Il 19 giugno 2020 è coinvolto in un secondo grave incidente in Toscana, durante una staffetta benefica. Alla guida della handbike si scontra con un camion dopo aver perso il controllo in discesa. Riporta un trauma cranico e viene sottoposto a interventi complessi, con un lungo periodo in coma farmacologico e una successiva riabilitazione tra diverse strutture italiane. Nel 2021 rientra a casa, proseguendo le cure.
Negli ultimi anni resta lontano dalla vita pubblica, seguito dalla famiglia e dal personale medico. La notizia della morte Alex Zanardi chiude una vicenda sportiva e umana che ha attraversato più fasi, tra competizioni, incidenti e ritorni all’attività agonistica.
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(con fonte AdnKronos)
