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Cento anni di Marilyn Monroe, il mito che non svanisce
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Dal volto di Norma Jeane allâicona globale: a cento anni dalla nascita, Marilyn Monroe resta unâicona universale tra cinema, fragilitĂ personale e mito intramontabile
Il 1° giugno 1926 nasceva a Los Angeles Norma Jeane Mortenson. Il mondo, però, continua a conoscerla con un altro nome: Marilyn Monroe. Non si tratta solo di uno pseudonimo riuscito, ma della trasformazione rara di una persona in simbolo universale. A distanza di un secolo, Marilyn non appartiene piÚ soltanto alla storia del cinema, ma a un immaginario collettivo fatto di bellezza, desiderio e malinconia.
Dietro lâimmagine luminosa che ha conquistato il Novecento, resta una storia segnata fin dallâinizio da instabilitĂ e solitudine. Cresciuta tra famiglie affidatarie e istituti, con una madre affetta da gravi disturbi psichici, Norma Jeane conobbe presto il senso di abbandono. Unâesperienza che avrebbe continuato a influenzare la sua vita anche negli anni della fama mondiale.
Il primo cambiamento arrivò durante la Seconda guerra mondiale, quando, lavorando in una fabbrica, fu notata da un fotografo. Da lĂŹ iniziò una carriera da modella che la portò rapidamente a Hollywood. Nel 1946 firmò il contratto con la 20th Century Fox e nacque Marilyn Monroe: capelli biondi, immagine costruita con precisione, una presenza capace di catturare immediatamente lâattenzione.
Nonostante il successo crescente, Marilyn cercò sempre qualcosa di piĂš. Studiava recitazione, leggeva, frequentava ambienti culturali. Era lontana dallâimmagine superficiale che spesso le veniva attribuita. I primi ruoli importanti, allâinizio degli anni Cinquanta, la resero riconoscibile al grande pubblico, ma fu nel 1953 che arrivò la consacrazione definitiva con film che ne fissarono lâidentitĂ cinematografica: sensuale, ironica, apparentemente ingenua.
Il successo, però, aveva un prezzo. Hollywood tendeva a rinchiuderla in un modello preciso, quello della âbionda svampitaâ, limitando le sue ambizioni artistiche. Marilyn cercò di rompere questo schema, trasferendosi a New York per studiare allâActors Studio e fondando una propria casa di produzione, in un gesto di indipendenza raro per lâepoca.
Anche la vita privata fu costantemente sotto i riflettori. Il matrimonio con Joe DiMaggio e quello con Arthur Miller alimentarono lâattenzione mediatica, ma non riuscirono a darle la stabilitĂ che cercava. Dietro la celebritĂ rimanevano fragilitĂ profonde, amplificate da ansia, depressione e dipendenze.
Sul grande schermo, però, continuava a emergere una presenza unica. Nelle sue interpretazioni convivevano leggerezza e inquietudine, comicità e malinconia. Questa doppia natura contribuÏ a renderla una figura irripetibile, capace di parlare a pubblici diversi e attraversare generazioni.
Gli ultimi anni furono segnati da difficoltĂ sempre piĂš evidenti. Problemi personali, tensioni professionali e condizioni di salute precarie accompagnarono la fase finale della sua carriera. La morte, nellâagosto del 1962, a soli 36 anni, chiuse tragicamente la sua storia, lasciando aperti interrogativi e alimentando un mito destinato a crescere nel tempo.
A cento anni dalla nascita, Marilyn Monroe continua a essere una presenza costante nella cultura contemporanea. Dalle opere artistiche alle analisi femministe, dai social network alle mostre, la sua immagine viene continuamente reinterpretata. Non è solo unâicona del passato: è un simbolo che cambia significato con ogni epoca.
Forse è proprio questa la chiave della sua immortalitĂ . Marilyn non può essere ridotta a una definizione unica. Ă stata insieme forza e fragilitĂ , costruzione e autenticitĂ , sogno e realtĂ . Dietro il mito resta la figura di una donna che ha cercato amore e riconoscimento in un mondo che lâha trasformata in leggenda.
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(con fonte AdnKronos)

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