Ambiente-SostenibilitĂ
Rifiuti: Italia eccellenza in Ue su economia circolare, maglia nera per discariche
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âLâEuropa è al corrente dei livelli di riciclo che rendono lâItalia unâeccellenza per lâeconomia circolare, cosĂŹ come è peggiore sul versante delle discariche, con un alto tasso dâinfrazioni e multe. Noi siamo sempre a disposizione se si vuole venire a dialogare per cercare insieme un rimedio a questa situazioneâ. CosĂŹ Mattia Pellegrini, capo unitĂ Direzione generale dellâAmbiente, Commissione Europea, mettendo in evidenza luci e ombre sulla gestione dei rifiuti in Italia, con regioni virtuose (i livelli raggiunti dal Veneto sono piĂš alti di qualunque altro Paese Europeo) e alti tassi di conferimenti in discarica concentrati al Sud del Paese.
E’ quanto emerso in occasione del dibattito promosso dal Conou, Consorzio Nazionale Oli Usati, a Ecomondo. Appello alle istituzioni anche da parte del presidente di Legambiente Stefano Ciafani che ha dichiarato: âPer rispettare gli obiettivi Europei e proseguire verso gli obiettivi del Green Deal, del Next Generation EU e del Repower EU, e soprattutto per rendere lâindustria sempre piĂš competitiva, lâItalia non può sottovalutare lâeconomia circolare, soprattutto in contesto di emergenza climatica. Ă fondamentale che le istituzioni italiane abbiano un protagonismo diverso sullâeconomia circolare. Dobbiamo, con tutte le istituzioni, essere interessati ad aiutare le imprese migliori a fare sempre meglio e sostenerne altre a diventare eccellenzaâ.
Eccellenza rappresentata dai consorzi di filiera che, come il Conou, realizzano appieno un modello di circolaritĂ dalla raccolta al riciclo.
âLâeconomia circolare in Italia non è abbastanza considerata â spiega il presidente di Legambiente Ciafani – eppure abbiamo la filiera degli oli usati, dalla raccolta alla rigenerazione, che rappresenta unâesperienza concreta di cui dovremmo essere orgogliosi in Europa, perchĂŠ siamo migliori degli altri Paesiâ. Nellâattuale contesto Europeo che sconta disomogeneitĂ territoriali e una destinazione dellâolio usato alla combustione per il 39%, il Conou offre la propria esperienza di Filiera pluridecennale, che garantisce oggi in Italia una gestione di qualitĂ e la rigenerazione del 98% degli oli usati raccolti.
Per Riccardo Piunti, presidente del Conou, “lâeconomia circolare è la chiave del nostro futuro, che potrĂ dare risposte efficaci al cambiamento climatico e alle sfide economiche, sociali e occupazionali emergenti. Il Conou, forte della sua esperienza, è impegnato sulla strada maestra dellâinnovazione e del miglioramento della qualitĂ di raccolta e rigenerazione, per contribuire nel nostro Paese a uno sviluppo compiutamente sostenibileâ.
Un particolare focus del talk è stato dedicato al tema emergente dei biolubrificanti, che richiedono lâidentificazione di un modello di smaltimento e di un perimetro normativo specifico in grado di garantirne la piĂš efficace segregazione e successivo recupero. Conou e Novamont hanno avviato delle ricerche su questo aspetto e chiedono al legislatore europeo un intervento normativo per creare una filiera e una gestione dedicata. âLâinnovazione dei biolubrificanti richiede un miglioramento del sistema: il prodotto usato devâessere gestito in modo specifico e le due eccellenze Conou e Novamont stanno lavorando assieme per studiare e ricercare una soluzione, inquadrata magari in una filiera ad hoc, coinvolgendo i produttoriâ, commenta Ciafani.
Il Conou, aggiunge l’europarlamentare Gianna Gancia, “è un modello da esportare perchĂŠ funziona a livello economico e strategico. Faremo ancora di piĂš per farlo conoscere in Europa, a contrasto di un pregiudizio spesso associato al nostro Paese. Basta parlare degli operatori dei rifiuti come fosse un settore poco pulito, che evoca le ecomafie: il Conou ci dimostra che le aziende del settore sono fior di imprese allâavanguardia in Italia e nel mondo”.
âIn un quadro normativo improntato ai principi di Economia Circolare, ci rendiamo disponibili a gestire i biolubrificanti nella nostra filiera, ferma restando la necessitĂ di indirizzarli a un ciclo di trattamento specifico – spiega Piunti – Gestione e raccolta dovrebbero essere separate e segregate e occorre trovare soluzioni per una rigenerazione mirataâ.
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(AdnKronos)
