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Ebola, gli Usa rafforzano i controlli sui viaggiatori da tre Paesi africani
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Nuove misure dei Cdc dopo l’epidemia in Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Sud Sudan. Screening obbligatorio per chi ha viaggiato nei 21 giorni precedenti
Gli Stati Uniti hanno introdotto controlli rafforzati per chi arriva dalla Repubblica Democratica del Congo, dall’Uganda e dal Sud Sudan a causa della nuova epidemia di Ebola. Le misure prevedono restrizioni temporanee e procedure di screening obbligatorie per chi è stato in uno dei tre Paesi nei 21 giorni precedenti l’ingresso sul territorio americano.
Secondo le disposizioni dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), ai cittadini stranieri che rientrano in questa categoria viene sospeso l’ingresso, mentre cittadini statunitensi e residenti permanenti possono comunque entrare, ma sottoposti a controlli sanitari.
Screening obbligatorio negli aeroporti
I viaggiatori provenienti dalle aree coinvolte vengono indirizzati verso un’area riservata negli aeroporti di ingresso, con particolare riferimento all’aeroporto internazionale di Washington, individuato come punto principale di controllo.
Qui il personale sanitario effettua un questionario sulle recenti attività di viaggio e sui sintomi, oltre alla misurazione della temperatura con strumenti a distanza. I dati raccolti vengono poi condivisi con le autorità sanitarie federali, statali e locali per eventuali ulteriori verifiche.
Monitoraggio dei casi e gestione del rischio
Secondo i Cdc, al momento non risultano casi sospetti, probabili o confermati di Ebola negli Stati Uniti e il rischio complessivo nel Paese viene considerato basso. Tuttavia, le autorità sottolineano che lo screening rappresenta una misura preventiva inserita in un sistema multilivello di contenimento.
I viaggiatori asintomatici vengono comunque istruiti sul monitoraggio dei sintomi e possono proseguire verso le destinazioni finali, con l’obbligo di osservare eventuali segnali di malattia nei giorni successivi.
Situazione dell’epidemia in Africa
L’epidemia di Ebola ha causato finora oltre 100 morti. Secondo alcuni studi, tra cui un rapporto di ricercatori dell’Imperial College London in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità, il numero reale dei casi potrebbe essere più alto rispetto a quello ufficialmente registrato, a causa di una possibile sottostima dei contagi.
L’epidemia è causata dal virus Bundibugyo e potrebbe essere ancora parzialmente non rilevata nelle sue dimensioni complessive.
Valutazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la diffusione del virus potrebbe continuare ad aumentare. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato che l’incremento dei casi è atteso, considerando il periodo di circolazione del virus prima dell’identificazione dell’epidemia.
Il Comitato di emergenza ha confermato che la situazione rappresenta un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (PHEIC), pur non configurando al momento una pandemia.
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(con fonte AdnKronos)
