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Tragedia di Crans-Montana: 4° indagato, è il capo della sicurezza comunale
L’inchiesta sull’incendio del 1° gennaio si allarga: nel registro degli indagati finisce un dirigente del Comune per la tragedia di Crans-Montana
Si allarga l’inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana, costata la vita a 40 persone nella notte di Capodanno. La Procura della Repubblica vallesana ha iscritto una quarta persona nel registro degli indagati: si tratta del capo del dipartimento di sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana.
A rivelarlo è l’emittente svizzera Rts, secondo cui il dirigente comunale sarà interrogato dai magistrati incaricati dell’inchiesta il prossimo 6 febbraio. L’audizione è collegata alle presunte carenze nei controlli amministrativi e di sicurezza sugli esercizi pubblici del territorio comunale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il Comune di Crans-Montana non avrebbe effettuato ispezioni al bar Le Constellation dal 2019. Il locale è stato teatro del devastante incendio del 1° gennaio, che ha provocato una delle più gravi tragedie degli ultimi anni in Svizzera, in cui sono morti 6 ragazzi italiani.
Con questa nuova iscrizione, salgono a quattro le persone coinvolte formalmente nell’inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana. Finora, gli unici indagati erano i coniugi Jessica e Jacques Moretti, proprietari del locale, già ascoltati dagli inquirenti nei giorni scorsi a cui si è aggiunto ieri uno degli ex responsabili della sicurezza del complesso che ospita il bar Le Constellation.
L’obiettivo del procedimento è accertare eventuali responsabilità penali legate alla gestione della sicurezza e ai controlli previsti dalla normativa, in particolare per quanto riguarda le vie di fuga e le condizioni di evacuazione dell’edificio.
La Procura prosegue gli accertamenti per chiarire il ruolo delle autorità comunali e verificare se le omissioni contestate abbiano contribuito alle conseguenze dell’incendio che ha segnato in modo profondo la tragedia di Crans-Montana.
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(con fonte AdnKronos)
