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Accordo Iran-USA vicino ma restano nodi su clausole e tempi
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I negoziati avanzano ma senza intesa immediata. Divergenze su alcuni punti e attesa per l’approvazione finale iraniana
L’intesa tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra è in fase avanzata, ma non ancora conclusa. Ulteriori sviluppi potrebbero arrivare a breve, anche se da Washington emerge cautela sui tempi. I negoziati vengono descritti come ordinati e costruttivi, ma senza accelerazioni, con la linea di non affrettare la chiusura dell’accordo.
Il blocco resterà in vigore fino alla firma ufficiale, mentre fonti statunitensi ritengono improbabile un accordo immediato, indicando la necessità di ulteriori giorni e dell’approvazione della leadership iraniana. Persistono divergenze su “una o due clausole” del memorandum, con Teheran che accusa gli Stati Uniti di ostruzionismo e ribadisce la necessità di tutelare i diritti del proprio popolo.
Anche da parte iraniana si sottolinea che restano questioni da risolvere tramite mediazione. La bozza attuale rappresenta un quadro di riferimento, ma il testo finale dovrà includere elementi considerati fondamentali da Teheran. Qualsiasi decisione sarà comunque subordinata all’approvazione finale della Guida suprema.
Il possibile accordo preliminare, indicato come “Dichiarazione di Islamabad”, dovrebbe aprire la strada a negoziati successivi per un’intesa definitiva. Un nuovo round di colloqui potrebbe tenersi il 5 giugno, con l’invio dei capi delle delegazioni.
Il memorandum in discussione prevede una tregua temporanea e misure legate allo Stretto di Hormuz, inclusa la riapertura senza pedaggi e la bonifica delle mine, oltre a un allentamento delle sanzioni che consentirebbe all’Iran di vendere petrolio. In cambio, si aprirebbe una fase negoziale su questioni più ampie, comprese quelle nucleari, che però non verrebbero risolte nell’accordo iniziale.
Teheran ribadisce di non voler sviluppare armi nucleari, ma esclude alcune ipotesi circolate su limiti prolungati all’arricchimento dell’uranio. L’intesa, secondo fonti iraniane, resta focalizzata sulla fine della guerra.
Sul piano internazionale emergono posizioni differenziate. Israele chiede che qualsiasi accordo elimini completamente la minaccia nucleare e osserva con preoccupazione alcuni aspetti dell’intesa, in particolare quelli legati al Libano. Secondo fonti statunitensi, eventuali violazioni da parte di Hezbollah autorizzerebbero una reazione israeliana.
Al contrario, diversi Paesi arabi esprimono sostegno agli sforzi diplomatici, auspicando progressi verso una pace duratura. Anche la Turchia si dichiara pronta a supportare l’accordo, sottolineando i possibili effetti positivi sulla stabilità regionale e sull’economia.
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(con fonte AdnKronos)

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