Circa 100 uova fossilizzate rinvenute nel sud della Francia: risalgono a 72 milioni di anni fa
Un nuovo ritrovamento paleontologico nel sud della Francia riporta l’attenzione su una delle aree più rilevanti per lo studio della riproduzione dei dinosauri.
Il paleontologo Alain Cabot, proprietario del Musée Parc des Dinosaures di Mèze, ha individuato circa 100 uova fossilizzate all’interno della sua proprietà. Secondo quanto riportato dalla Bbc, le uova hanno dimensioni comparabili a quelle di un piccolo melone e risalirebbero a circa 72 milioni di anni fa, nel Cretaceo superiore.
L’ipotesi principale è che appartengano a titanosauri, grandi dinosauri erbivori che potevano raggiungere i 15 metri di lunghezza e un peso compreso tra 15 e 20 tonnellate.
Cabot ha definito il sito “un giacimento straordinario”, sottolineando come la sua analisi completa richiederà tempi lunghi: “Ci vorranno generazioni di paleontologi per studiarlo a fondo”. Secondo lo studioso, l’area potrebbe rivelarsi uno dei più vasti depositi al mondo.
Negli ultimi anni, nella regione di Aix-en-Provence, sono già state individuate circa mille uova, confermando la rilevanza dell’area nel panorama scientifico internazionale.
Durante il Cretaceo superiore, questa parte dell’Europa occidentale era costituita da un arcipelago che includeva porzioni degli attuali territori di Spagna, Portogallo e Francia meridionale. In questo contesto, i dinosauri avrebbero utilizzato siti di nidificazione ricorrenti, tornando negli stessi luoghi per deporre le uova, in modo simile al comportamento osservato oggi in alcune specie di rettili e uccelli.
Gli esperti del Centro Antiveleni di Pavia ribadiscono l’identificazione della sostanza. “Compatibile con il decesso”, ma restano le verifiche della...