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Arezzo, uccide connazionale e chiama il 112: «Sono stato io»
Confessa un 35enne dopo l’omicidio di Gjergj Pergegaj, 30 anni, colpito a morte nella notte alla rotatoria di Olmo
«Sono stato io». Ha confessato così un 35enne l’omicidio del connazionale Gjergj Pergegaj, 30 anni, ucciso nella notte tra venerdì e sabato nei pressi della rotatoria di Olmo, all’inizio di via Romana, alle porte di Arezzo.
Dopo aver esploso i colpi di pistola, l’uomo si era allontanato a bordo della propria auto. Circa due ore più tardi è stato rintracciato nei dintorni della frazione di Rigutino, mentre contattava il numero di emergenza 112 per costituirsi, indicando la propria posizione e confessando l’accaduto.
La lite e la Glock rubata
Il presunto autore del delitto, residente a Rigutino, non ha opposto resistenza all’arresto. Trasportato in Questura, è stato ascoltato dagli investigatori della squadra mobile di Arezzo.
Le sue dichiarazioni, attualmente al vaglio degli inquirenti, hanno consentito di ricostruire i primi elementi della vicenda. La pistola utilizzata, una Glock detenuta illegalmente, è stata sequestrata: l’arma risulta rubata da un’abitazione circa un anno fa.
La vittima, Gjergj Pergegaj, era nata a Lezhe e risiedeva nella frazione aretina di Frassineto. Avrebbe compiuto 30 anni il prossimo 19 aprile.
Secondo una prima ricostruzione, i due uomini si conoscevano da tempo e tra loro sarebbe nata una discussione degenerata in tragedia. Gli investigatori non escludono un movente legato a rivalità sentimentali, ma sottolineano che ogni ipotesi è ancora in fase di verifica.
Il sospetto della premeditazione
L’omicidio è avvenuto intorno alla mezzanotte in un piazzale frequentato, vicino a un locale e ad alcune attività commerciali. Secondo i testimoni, l’aggressione sarebbe stata improvvisa: quattro colpi di pistola hanno raggiunto Pergegaj, trovato poi a terra in una pozza di sangue.
I soccorsi del personale sanitario, giunto rapidamente sul posto, si sono rivelati inutili.
La squadra mobile ha eseguito i rilievi e raccolto le testimonianze, isolando l’area. L’arresto è avvenuto poco dopo nei pressi di Rigutino, mentre l’uomo contattava il 112. Gli investigatori evidenziano l’atteggiamento collaborativo del fermato, che ha fornito una prima versione dei fatti.
La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Donato, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti medico-legali.
L’indagine è ora concentrata su due punti: chiarire la natura dell’incontro tra i due uomini, se casuale o programmato, e stabilire se l’omicidio sia stato premeditato o il risultato di una lite improvvisa.
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(con fonte AdnKronos)

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