Iran pronto a proposta sul nucleare, Usa rafforzano presenza militare
Teheran annuncia l’invio imminente di una bozza di accordo sul nucleare agli Stati Uniti. Intanto Washington rafforza il dispositivo militare nel Mediterraneo con la portaerei USS Gerald R. Ford
Teheran si dice pronta a presentare agli Stati Uniti una proposta formale per un nuovo accordo sul nucleare. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato, in un’intervista al programma Morning Joe dell’emittente MSNBC, che nei prossimi due o tre giorni sarà pronta una bozza di possibile intesa. Il documento, dopo il via libera finale delle autorità iraniane, sarà consegnato a Steve Witkoff. Araghchi ha spiegato che l’obiettivo è dimostrare che il programma nucleare iraniano è destinato esclusivamente a scopi pacifici.
Negoziati a Ginevra e arricchimento dell’uranio
Secondo quanto riferito dal giornalista di Axios Barak Ravid, durante l’ultimo round di colloqui a Ginevra i negoziatori statunitensi Jared Kushner e Steven Witkoff non avrebbero chiesto lo stop totale all’arricchimento dell’uranio sul territorio iraniano. Un elemento rilevante, considerando che l’arricchimento zero rappresentava in passato una linea rossa per Washington. Araghchi ha ribadito che i colloqui si sono concentrati sui meccanismi di verifica e sulle garanzie necessarie per rassicurare gli Stati Uniti.
La Ford nel Mediterraneo
Sul piano militare, intanto, cresce la pressione americana. La portaerei USS Gerald R. Ford è entrata nel Mar Mediterraneo, secondo quanto riportato dal The Times of Israel. In transito attraverso lo Stretto di Gibilterra anche il cacciatorpediniere USS Mahan, parte del gruppo da battaglia guidato dalla Ford. Secondo le stime, la portaerei impiegherà ancora alcuni giorni per raggiungere il Medio Oriente e assumere un assetto operativo.
La posizione di Trump
La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato il trasferimento del gruppo da battaglia verso il Medio Oriente, mentre l’amministrazione valuta le opzioni, inclusa un’eventuale azione militare contro l’Iran. Il quadro resta dunque caratterizzato da una doppia dinamica: da un lato l’apertura diplomatica di Teheran, dall’altro il rafforzamento militare statunitense nell’area.
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(con fonte AdnKronos)
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