Tensione e negoziati a Doha: Israele e Hamas sotto i riflettori
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I colloqui in Qatar sono al centro dell’attenzione internazionale mentre le parti coinvolte mostrano posizioni contrastanti. Il futuro della Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi sono in gioco, con Hamas che non sarà presente
Doha ospita i negoziati cruciali tra Israele e Hamas, con la mediazione di Stati Uniti, Egitto e Qatar. Tuttavia, Hamas ha dichiarato che non parteciperà ai colloqui se non si parlerà esclusivamente dell’implementazione della proposta di cessate il fuoco presentata a maggio dal presidente Joe Biden. Mahmoud Mardawi, leader del movimento palestinese, ha sottolineato che Hamas non intende discutere su quanto già concordato e chiede il ritiro completo di Israele dalla Striscia di Gaza.
La situazione è complicata anche dalla possibile reazione dell’Iran, che potrebbe decidere di rispondere alle azioni israeliane. Hamas ha espresso sfiducia nella capacità di mediazione degli Stati Uniti e ha dichiarato che la partecipazione ai colloqui dipenderà dall’orientamento verso l’attuazione della proposta di Biden. “Ogni incontro deve concentrarsi sull’attuazione dei meccanismi e delle scadenze, altrimenti non vediamo motivi per partecipare”, ha dichiarato Osama Hamdan di Hamas.
Nel frattempo, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha autorizzato la partenza di una delegazione per Doha, guidata da figure di spicco come il capo del Mossad David Barnea e il capo dello Shin Bet Ronen Bar, per partecipare ai negoziati sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. Il comunicato del governo israeliano non specifica i nomi dei partecipanti, ma si prevede che includano anche il generale delle IDF Nitzan Alon e il consigliere senior Ophir Falk.
Fonti libanesi hanno indicato che il vertice a Doha durerà due giorni. La Casa Bianca ha definito la ripresa dei colloqui un passo cruciale e ha confermato la partecipazione del direttore della CIA, William Burns. Durante una visita a Beirut, l’inviato speciale USA Amos Hochstein ha sottolineato l’urgenza di soluzioni diplomatiche per Gaza e il Libano, avvertendo che non ci sono più scuse per ulteriori ritardi.
In un contesto di crescente tensione, un raid israeliano nel sud del Libano ha causato vittime: due morti e quattro feriti, secondo il ministero della Salute libanese. L’attacco, descritto come operato da un drone israeliano, ha preso di mira un veicolo nella città di Marjayoun.
Infine, il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha dichiarato alla Tass che la Palestina non accetterà l’esclusione della Russia dal processo di pace in Medio Oriente. Abbas ha lodato l’impegno della Russia per una soluzione giusta e ha sottolineato il ruolo di Mosca nel “Quartetto per il Medio Oriente”, criticando gli Stati Uniti per tentativi di escludere la Russia dalle trattative.
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(con fonte AdnKronos)
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