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Iran valuta la proposta Usa. Trump: “Aspettiamo risposta giusta o pronti all’azione”
Scambi indiretti tra Washington e Teheran tramite Islamabad. Diplomazia in movimento mentre resta aperta l’opzione militare.
La diplomazia resta attiva sul dossier tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha reso noto di aver ricevuto le osservazioni americane ed è ora in fase di analisi. “Le stiamo valutando”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, citato dall’agenzia Nour News, confermando l’esistenza di un canale di comunicazione indiretto tra le parti. Il Pakistan continua a operare come intermediario tra Washington e Teheran. Gli scambi di messaggi tra i due Paesi sono proseguiti attraverso Islamabad, a partire da un piano in 14 punti proposto dall’Iran per la fine del conflitto. In questo contesto è attesa a Teheran la visita del capo dell’esercito pakistano, Syed Asim Munir, considerato figura chiave nel tentativo di mediazione. Secondo i media iraniani, Munir dovrebbe consegnare un nuovo messaggio proveniente dagli Stati Uniti.
Il contesto regionale e il ruolo della Cina
La crisi si inserisce in un quadro diplomatico più ampio. Il premier pakistano Shehbaz Sharif è atteso in visita ufficiale in Cina su invito del premier Li Qiang.
Pechino si conferma attore rilevante negli equilibri regionali, mentre Teheran nelle ultime settimane ha ospitato incontri diplomatici che hanno coinvolto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, in un contesto di intensificazione dei contatti multilaterali.
La posizione degli Stati Uniti
Sul fronte americano, Trump ha dichiarato che attenderà “qualche giorno” prima di assumere nuove decisioni, sottolineando di aspettarsi “la risposta giusta” da Teheran per evitare una ripresa del conflitto, al momento congelato da una tregua fragile.
Parallelamente, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito che gli Stati Uniti sono “pronti all’azione”, rilanciando le parole del vicepresidente JD Vance: Washington non accetterà un accordo che consenta all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare.
Pressione diplomatica e rischio escalation
Il quadro resta quindi caratterizzato da un doppio binario: da un lato il negoziato indiretto e la mediazione internazionale, dall’altro la pressione militare come leva negoziale.
La fase attuale è segnata da contatti continui ma senza un’intesa definita, mentre le prossime mosse dipenderanno dalla risposta che Teheran fornirà alle osservazioni americane.
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(con fonte AdnKronos)
