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Elezioni locali nel Regno Unito, test decisivo per Starmer
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Oltre 20 milioni di elettori chiamati al voto in Inghilterra. Labour a rischio tracollo, mentre Reform UK e Verdi puntano a sfruttare la crisi dei partiti tradizionali
Oggi, giovedì 7 maggio, il Regno Unito torna alle urne per le elezioni locali in Inghilterra. In palio ci sono oltre 5.000 seggi in 136 autorità locali, comprese tutte le 32 municipalità di Londra, in quella che rappresenta la prova politica più importante dopo le elezioni generali del 2024.
Più di 20 milioni di elettori sono chiamati a votare in una tornata amministrativa che assume però un peso nazionale, soprattutto per il premier Keir Starmer. Il leader laburista arriva all’appuntamento elettorale in una fase di forte difficoltà, tra sondaggi negativi, tensioni interne al partito e crescente malcontento per il costo della vita. A pesare sono anche le polemiche legate alla gestione del caso Epstein e alla nomina di Peter Mandelson come ambasciatore.
Le proiezioni indicano un possibile crollo storico per il Labour. Il partito potrebbe perdere tra il 50% e il 74% dei 2.557 seggi che difende, con stime che parlano di fino a 1.900 consiglieri in meno. Sarebbe uno dei peggiori risultati nella storia recente dei laburisti, già usciti ridimensionati dalle politiche dello scorso anno.
Un esito negativo rischierebbe di aprire immediatamente una nuova fase di tensione interna, alimentando le pressioni sulla leadership di Starmer.
Reform UK e Verdi crescono nei sondaggi
Il voto viene interpretato dalla stampa britannica come un referendum sui partiti tradizionali. Secondo Tony Travers della London School of Economics and Political Science, gli elettori starebbero utilizzando queste elezioni per esprimere insoddisfazione sia verso il governo laburista sia verso i Conservatori guidati da Kemi Badenoch.
Anche i Tory rischiano un pesante ridimensionamento. Secondo le proiezioni riportate da Independent, i Conservatori potrebbero fermarsi a circa 455 seggi rispetto ai 1.362 attuali.
A beneficiare della crisi dei due principali partiti sarebbero soprattutto Reform UK e i Verdi. Il partito guidato da Nigel Farage viene dato in forte crescita, con oltre 1.300 seggi potenzialmente conquistabili e la possibilità di strappare diversi consigli locali in città come Sunderland, Thurrock, Wakefield e Barnsley, oltre a guadagnare terreno in contee storicamente conservatrici come Essex, Norfolk e Suffolk.
Anche i Verdi, guidati da Zack Polanski, puntano a un netto avanzamento, soprattutto nelle aree urbane e nella capitale.
Londra osservata speciale
La sfida più delicata si gioca proprio a Londra, dove si rinnovano tutti i seggi dei 32 borough cittadini attraverso un sistema maggioritario multi-membro che permette agli elettori di esprimere più preferenze.
La capitale appare profondamente frammentata. I Verdi tentano di conquistare roccaforti laburiste dell’Inner London come Hackney, Islington, Lambeth e Lewisham, mentre Reform cresce nelle periferie orientali e meridionali, da Barking and Dagenham fino a Havering e Bexley.
La frammentazione del voto progressista potrebbe persino favorire un ritorno dei Conservatori in borough simbolici come Westminster e Wandsworth.
Per Starmer il risultato londinese rappresenta il vero banco di prova politico. Se il Labour dovesse perdere più di cinque o sei borough, la sua leadership finirebbe immediatamente sotto pressione. Il premier punta sulla mobilitazione degli indecisi e sul cosiddetto “voto utile” anti-conservatore per limitare le perdite e mantenere il controllo di almeno 15-18 municipalità.
Una sconfitta in aree storicamente laburiste come Hackney o Newham aprirebbe invece una fase di forte instabilità politica nel Paese.
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(con fonte AdnKronos)
