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Covid e Mascherine: quali tipi e istruzioni per l’uso

No alle mascherine portate sul braccio o in tasca quando non si utilizzano e no anche all’uso troppo prolungato, oltre la mezza giornata, della stessa mascherina, che non va “sopravvalutata: il distanziamento va comunque mantenuto”. Ricordare che anche quelle chirurgiche non sono tutte uguali, i prodotti certificati, “come quelli che il Governo distribuisce nelle scuole, sono ancora più sicuri”.

Lo precisa Paolo D’Ancona, medico epidemiologo dell’Istituto superiore di sanità, che fornisce all’Adnkronos Salute “le istruzioni per l’uso” ed elenca gli sbagli più frequenti fatti dagli italiani alle prese con questa protezione obbligatoria.

“Gli errori più comuni – spiega – sono legati fondamentalmente al posizionamento della mascherina che deve coprire dal naso fino al mento. Il secondo è quello di sopravvalutare questo dispositivo che deve essere sempre accompagnato dalle altre misure, in particolare dal distanziamento. Questo perché un altro punto sensibile che noi abbiamo sono gli occhi. E la mascherina non ci protegge gli occhi”.

Altro elemento critico “la conservazione della mascherina quando non la stiamo indossando. Bisogna tener conto che può contaminarsi. Tenerla sul braccio, in tasca o in borsa non è igienico. Sarebbe utile portare con se un piccolo sacchetto di plastica, come quello dei surgelati, dove riporla, piegata con la parte che va sulla bocca all’interno”, consiglia l’epidemiologo. Ovviamente se si è stati in un posto più affollato, come un mezzo pubblico, “la superficie esterna potrebbe essere più contaminata. Si può, in questo caso, conservarla nel sacchetto e utilizzarla solo sul mezzo pubblico, utilizzandone un’altra per gli altri ambienti”. E’ bene tener presente che “più si frequentano luoghi affollati più la mascherina si può contaminare e va cambiata”, dice D’Ancona.

Ma attenzione al tempo di utilizzo: “una mascherina chirurgica, portata da un medico, dovrebbe essere usata 4 ore al massimo. In una situazione di comunità si può utilizzare anche mezza giornata. Stesso discorso per le mascherine lavabili”, continua l’esperto dell’Iss. Quelle monouso, poi, “vanno smaltite nei rifiuti indifferenziati, avendo cura di accertarsi che siano ben chiuse nel sacchetto. Proteggiamo anche l’ambiente evitando che si disperdano per strada”.

Le mascherine chirurgiche, inoltre, non sono tutte uguali: “Laddove mi voglio sentire più sicuro – aggiunge D’Ancona – meglio usare una mascherina certificata che si riconosce dal codice ‘RN14683’ a norma Uni, stampato sulla scatola”. Per le maschere Ffp2 e Ffp3, importante “ricordarsi di usare quelle senza la valvola e non pensare che questa mascherina è più potente e si possa evitare il distanziamento”, dice D’Ancona sottolineando che “queste mascherine vanno usate dai medici. Per i cittadini, nell’uso di comunità, meglio una buona mascherina chirurgica”.

Ancora più pratiche le ‘istruzioni’ per l’uso delle mascherine nella vita quotidiana che l’Iss propone sul sito, con l’obiettivo di informare anche sulle modalità più igieniche per indossarle e lavarle, nel caso di quelle riutilizzabili.

Eccole le regole. Prima di indossare la mascherina  lavare le mani con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi o eseguire l’igiene delle mani con soluzione alcolica per almeno 20-30 secondi;  indossare la mascherina toccando solo gli elastici o i legacci e avendo cura di non toccare la parte interna;  posizionare correttamente la mascherina facendo aderire il ferretto superiore al naso e portandola sotto il mento;  accertarsi di averla indossata nel verso giusto (ad esempio nelle mascherine chirurgiche la parta colorata è quella esterna).

Durante l’uso se si deve spostare la mascherina manipolarla sempre utilizzando gli elastici o i legacci;  se si tocca la mascherina, si deve ripetere l’igiene delle mani;  non riporre la mascherina in tasca e non poggiarla su mobili o ripiani. Quando si rimuove, manipolare la mascherina utilizzando sempre gli elastici o i legacci; lavare le mani con acqua e sapone o eseguire l’igiene delle mani con una soluzione alcolica. Nel caso di mascherine riutilizzabili procedere alle operazioni di lavaggio a 60 gradi con comune detersivo o secondo le istruzioni del produttore, se disponibili; talvolta i produttori indicano anche il numero massimo di lavaggi possibili senza riduzione della performance della mascherina; dopo avere maneggiato una mascherina usata, effettuare il lavaggio o l’igiene delle mani.

 

 

(AdnKronos)

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