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La Marina Militare e gli abissi dell’oceano artico

Lunedì 5 ottobre, alle ore 11.00, all’interno degli eventi del 60° Salone nautico di Genova presso il Breitling Theatre, saranno presentati i risultati scientifici di HIGH NORTH20, la campagna di ricerca marina in Artico.

High North20 è parte del programma di ricerca pluriennale in Artico della Marina Militare, iniziato nel 2017, denominato High North, quale strumento di supporto alla Comunità scientifica nazionale ed internazionale nello studio dell’Oceano Artico in relazione ai cambiamenti globali. Il programma High North si è concretizzato e consolidato nel tempo grazie al ruolo attivo svolto dalla Marina Militare per il tramite dell’Istituto Idrografico della Marina quale National marine focal point for the Arctic research activities, condividendo conoscenza, capacità tecnica e dati delle quattro campagne idro-oceanografiche di ricerca in Artico, con Istituzioni ed Enti di ricerca nazionali ed internazionali, Università e Società private, operanti in ambienti polari ed estremi.

Risultato di particolare prestigio per High North20 è stato l’acquisizione e la realizzazione di un modello morfologico ad alta risoluzione del Molloy Hole, il punto più profondo dell’Oceano Artico ed inaccessibile per la maggior parte dell’anno poiché coperto dai ghiacci della banchisa della Groenlandia. Una sfida vinta per la Marina Militare, per l’Istituto Idrografico e per gli Idrografi che mai avevano avuto modo di confrontarsi con profondità così importanti, oltre i 5500 metri, in un ambiente estremamente complesso e ostile.

La Marina Militare con il programma High North 2020-2022 e le campagne di geofisica marina in Artico, rivolge particolare attenzione alla esplorazione, osservazione, conoscenza e mappatura dell’Oceano, rispondendo alla United Nations Decade of Ocean Science for Sustainable Development (2021-2030).

Il programma High North si inquadra nelle attività complementari della Marina Militare, che con i propri mezzi e le capacità tecnico/organizzative, concretizza la condivisione di progetti e risorse per lo sviluppo di una ricerca congiunta, sinergica e multidisciplinare. High North si focalizza particolarmente sull’esplorazione dell’ambiente marino con attività di sperimentazione di nuove tecnologie di sistemi multipiattaforma che sono preziosa fonte di informazione per la conoscenza, lo sviluppo, la sostenibilità e la tutela ambientale. I cambiamenti climatici ed il riscaldamento globale rappresentano una importante sfida ed in tale contesto l’Artico riveste un ruolo fondamentale per le sue caratteristiche di “motore” del clima planetario. La Marina Militare e l’Istituto Idrografico, con esperienza, capacità e specificità, sono espressione concreta di una maturità pluriennale del programma High North e si pongono quale centro di eccellenza nello studio dei mari rivolgendo l’attenzione ad attività di studio e ricerca a supporto della “crescita blu” del nostro Paese, nonché focal point nella ricerca marina in Artico. L’area polare artica rappresenta, in un momento di forti cambiamenti climatici, un nodo cruciale per l’economia globale, ed è con la presenza nella ricerca scientifica che l’Italia intende essere pronta, con la sua Marina, a garantire la sicurezza, il libero scambio ed il libero utilizzo. Le nuove rotte commerciali che potrebbero aprirsi a Nord sono un elemento di interesse in cui operare per tutelare la sicurezza della navigazione, concorrendo alla mappatura dei fondali, ma anche per gli aspetti geostrategici e socioeconomici.

Durante i venti giorni di navigazione e le tremila miglia percorse nelle acque dell’Oceano Artico, le attività di ricerca svolte hanno condotto all’esplorazione e all’acquisizione di nuovi dati per la mappatura dei fondali e alla sperimentazione di nuove tecnologie e di sistemi multipiattaforma al ciglio dei ghiacci. Sono state indaga-te le quattro sfere quali atmosfera, idrosfera, biosfera e geosfera attraverso attività di mappatura e caratterizzazione del fondale, acquisizione dati inerenti la colonna d’acqua, raccolta di immagini per il monitoraggio del limite dei ghiacci e loro identificazione e classificazione, campionamento di acque superficiali e del loro contenuto biogeochimico, del particolato sospeso per lo studio dell’ambiente. Inoltre, sono state condotte osservazioni visive mirate alla scoperta e all’individuazione di mammiferi marini, del marine litter e delle microplastiche.

Anche se non fisicamente presenti a bordo a causa dei restrittivi protocolli sanitari, High North20 ha visto coinvolti enti quali il NATO STO-CMRE, JRC – Centro di Ricerca dell’Unione Europea, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico (ENEA), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), European Research Institute (ERI) e industria (e-GEOS).

 

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