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Ma queste Sardine non sono fresche

Sfila a Roma il popolo dei reduci e dei simpatizzanti del Sessantotto

Roma, piazza San Giovanni, ieri 14 Dicembre 2019 – Si sono battezzate “Seimila Sardine” esattamente un mese fa, quando sono scese in piazza per la prima volta a Bologna schierandosi contra la candidatura alle elezioni regionali della leghista Lucia Bergonzoni. Nel frattempo il successo, soprattutto mediatico, le ha travolte. Così, se sul “Crescentone” di piazza Maggiore dovevano essere appunto intorno alle seimila, per battere il numero dei 5750 partecipanti al contemporaneo raduno che era stato indetto al Paladozza da Matteo Salvini, nel pomeriggio di ieri in piazza San Giovanni a Roma aspiravano ad essere addirittura centomila.
A manifestazione conclusa, sostengono di aver superato l’obiettivo proposto, mentre la Questura, come sempre, ridimensiona e parla di trentacinquemila persone, che sono comunque tantissime.
Il piccolo palco su un tir e i discorsi degli oratori che vi si alternavano non erano né visibili né udibili a tutta l’immensa piazza, che a tratti si animava e ondeggiava cantando “Bella ciao”, la canzone cult della Resistenza.

Il discorso e le proposte di Santori (a cura di Truman Siciliano)

Si parte con un “Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a fare politica invece di fare campagna elettorale permanentemente. Che chiunque ricopre la carica di ministro comunichi solo sui canali istituzionali. Pretendiamo trasparenza nell’uso che la politica fa dei social.” Un chiaro riferimento a Salvini, che passa tutto il giorno a twittare come un quindicenne qualunque e che utilizza ogni occasione per propagandare i suoi programmi.

La grande utopia: “Che il mondo dell’informazione si avvicini alla verità e traduca questo sforzo in messaggi fedeli ai fatti.” Ci abbiamo provato in tanti a veicolare notizie reali e i pochi che sono rimasti in piedi come noi, lo fanno per passione perché con l’informazione scevra da condizionamenti non si campa.

Poi l’interesse di Santori si concentra sui toni violenti: “Che la violenza venga esclusa dai toni della politica in ogni sua forma, che la violenza verbale venga equiparata alla violenza fisica.” Un paese quello nostro che non ha più orecchie pronte ad ascoltare, dove l’analfabetismo funzionale dilaga, parla solo con toni accesi perché questo è l’unico modo per farsi almeno notare.

Poi arriva l’apertura affinché le nostre frontiere siano di burro: “Chiediamo di abrogare il decreto sicurezza” chiosa il leader Santori. C’è senza alcun dubbio la mano della sinistra in queste “Sardine”, quella sinistra tipica tutta cuore che non ha mai trovato realizzazione nei propri progetti fondanti e alla quale ancora una volta i fagocitatori professionisti in rosso, schiacciano l’occhiolino, pronti per farli finire in padella.

Ma ritorniamo in piazza

“Roma non si Lega” è lo slogan scelto per la Capitale. Per i manifestanti più lontani dal palco si è trattato soprattutto di un happening, nel quale erano ampiamente rappresentati i reduci del Sessantotto e del decennio successivo: almeno a Roma, è una novità molto vecchia, questa delle Sardine, come l’età di buona parte dei convenuti molti con i capelli bianchi. I giovani sono una netta minoranza, anche se non mancano i bambini accompagnati dalle mamme.
Insomma ieri pomeriggio a piazza San Giovanni si è dato appuntamento, ha sfilato e si è riunito il solito popolo un po’ polveroso e malvestito della Sinistra, ormai in versione soft o light e “alternativa”, in parte orfano di un partito politico di riferimento. Per questo, a sinistra, un po’ tutti corteggiano e inneggiano alle Sardine, che hanno il loro grande bacino di voti nel partito degli astensionisti.
Tra la folla c’era Nichi Vendola col “marito” e il figlio, mentre a manifestazione conclusa è apparso Nicola Zingaretti.

Ma ieri Roma è stata la capitale di una vera e propria “mobilitazione dei due mondi”, che ha visto Sardine in altre nove Città italiane e a Madrid, Parigi, Bordeaux, Grenoble, Lione, Bruxelles, Amsterdam, Berlino, Stoccolma, Helsinki, Londra, Edimburgo e Dublino in Europa, e, al di là dell’Atlantico, Boston e San Francisco. Fino a Sidney in Australia: Sardine di tutto il mondo unitevi!

Giancarlo De Palo e Truman Siciliano

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Foto e Video Giancarlo De Palo

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