LiberoReporter

Ora in Libia l’Italia ha un nuovo nemico: Trump

Donald Trump non ama chi sgarra con lui, e pretende obbedienza assoluta alle proprie condizioni. E così il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che da qualche settimana sembra tornato essere Mister Tentenna, ha dovuto ingoiare il rospo della calorosa telefonata del Presidente Americano al feldmaresciallo Khalifa Haftar di sostegno alla sua scellerata azione contro il governo legittimo libico di Fayez Mustafa al-Serraj, insediato nella capitale Tripoli.

Questo mentre la Francia ha rivisto la propria posizione. Le Monde datato mercoledì 24 Aprile pubblica  a tutta pagina un’intervista al legittimo presidente libico dal titolo significativo: “Sarraj denuncia il ruolo della Francia in Libia”. Il giornale rivela che il presidente libico si è sfogato personalmente con il Presidente francese Emmanuel Macron. Inoltre il Ministro degli Interni, Fathi Bashagha, per protesta, nel dilagare delle proteste antifrancesi a Tripoli, ha sospeso unilateralmente la cooperazione di sicurezza del suo Ministero con la Francia.

Così, mentre la UE può dirsi finalmente allineata con il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ora è Donald Trump a compiere lo strappo, dopo consultazioni con un altro amico di Haftar e nemico di Sarraj, il Presidente egiziano ‘Abd al-Fattah al-Sisi.
Ma i lettori di LiberoReporter sanno che questa è una ripicca di Trump a Conte. Sì, perché Mister Tentenna, sebbene Trump fosse stato chiaro con lui, nella telefonata prepasquale, che avrebbe appoggiato i nostri interessi strategici nazionali in Libia in cambio dell’appoggio dei suoi – e, aggiungiamo noi, dei nostri – in Venezuela.
Conte ha privilegiato la flemma anglosassone rispetto all’immediata sconfessione delle vergognose e retrograde posizioni veteromarxiste a favore di Maduro che ancora sopravvivono, con Alessandro Di Battista, nel MoVimento 5 Stelle.
E non ha ancora riconosciuto Guaidò. L’ha pagata cara, anche se nessuno sembra essersene accorto, almeno in Italia.

Ad illuminarci su cosa c’entri poi la Libia con il Venezuela è ancora una volta, nell’articolo dedicato alle sanzioni americane all’Iran, Le Monde: “Altri fattori maggiori, ai quali Washington non è estranea, potrebbero avere un impatto importante. Prima di tutto la rotta persistente dell’economia venezuelana, verso la quale le sanzioni americane si sono indurìte, continua a pesare duramente sulla produzione petrolifera del paese. Al tempo stesso, la Libia ripiomba nella guerra con lo scontro tra il maresciallo Haftar e il governo di Tripoli, il che potrebbe colpire la produzione petrolifera del paese. Tanto più che Donald Trump ha deciso di sostenere da qualche giorno, suscitando la sorpresa generale, il maresciallo Haftar e la sua offensiva contro la capitale del paese”.

Caro Conte, abbiamo espresso in un recente editoriale ammirazione nei suoi confronti. Ma questo decimo mese di governo, dalla gravissima crisi libica al gravissimo caso Siri in poi, è stato un vero disastro per lei e per noi. Non le fa certo carenza l’intelligenza politica. Ma se solo imparasse dai suoi due rissosi vicepremier a prendere decisioni fulminanti come le loro, ne avremmo tutti da guadagnare.
E in tutto questo, cosa ne pensa il nostro Presidente Sergio Mattarella?

Giancarlo De Palo

 

Che c’entra la Libia con il Venezuela? Chiedetelo a Donald Trump!

 

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends