LiberoReporter

Spagna: come prima del voto, non c’è una maggioranza anche se Psoe primo partito

Ci vorrebbero almeno 176 deputati per poter governare la Spagna, che ieri si è recata al voto per le elezioni politiche ma ancora una volta il paese non ha una maggioranza che garantisca un esecutivo. A meno che non vi siano delle alleanze che al momento appaiono improbabili. Si perché è vero che i socialisti di Sanchez sono il primo partito e hanno arraffato ben 123 seggi, ma per governare non basterebbero neppure i 42 presi da Podemos, che, a rigor di logica, potrebbe essere un alleato del Psoe e quindi si dovrebbero cercare altri undici seggi.

Molto difficile racimolarli tra gli schieramenti minori, quasi tutti legati ad autonomie locali (baschi, valenciani, cantabrici e canari); impensabile per molti un legame con Ciudadanos, che porterebbe eventualmente in dote quei seggi per arrivare a 180, ma che la base socialista ritiene “ripugnante”. Insomma a guardarlo bene questo voto, come le precedenti elezioni, non fornisce di ritorno un quadro confortante e la Spagna di Felipe VI si ritrova punto e a capo, con l’incertezza di questi ultimi anni.

A questo punto tutti guardano alla comunità catalana… Che faranno? Intanto la cosa certa è che a destra non c’è speranza di raggiungere alcuna maggioranza, neppure con salti e voli pindarici. Il nuovo partito di estrema destra di Santiago Abascal entra in parlamento con ben 24 seggi, ma anche volendosi alleare con i popolari di Casado, reduci dal peggior risultato di sempre con soli 66 seggi e quelli di Ciudadanos 57, i numeri non consentono di poter affrontare questa sfida. Insomma come dicono nei dintorni di Roma, la Spagna sta “Di nuovo da capo a dodici”.

Truman Siciliano

loading...
RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends