LiberoReporter

Sanchez proporrà al re un nuovo monocolore socialista di minoranza

In un quadro politico che non è più quello tradizionalmente bipolare finito dal Dicembre 2015, Pedro Sanchez, 47 anni, leader del PSOE e premier uscente, dopo aver assaporato la grande vittoria per aver raggiunto quasi il 30% dei voti alle elezioni di ieri, si sta orientando in queste ore a riproporre al re un governo socialista monocolore di minoranza, come quello impallinato nella scorsa legislatura dagli autonomisti catalani.

Come sbarazzarsi del loro “ingombrante” appoggio?
In questo momento è riunita la commissione esecutiva federale del partito. Sanchez, che in campagna elettorale sempre a questo aveva detto di voler puntare, salvo l’apertura finale a Podemos, ha dalla sua il gran balzo da 85 a 123 seggi, contestuale al secco ridimensionamento di Podemos da 71 a 42, e soprattutto la consapevolezza che ora nel suo elettorato, grazie alla sua abilità, è confluito anche il voto moderato degli elettori che non hanno seguito Partito Popolare e Ciudadanos all’inseguimento della stella nascente di estrema destra Vox.

Secondo la Costituzione spagnola, il primo ministro incaricato deve ottenere almeno la maggioranza dei voti (176) la prima volta che si presenta in parlamento per la fiducia. Se c’è una bocciatura è possibile un secondo voto 48 ore dopo, voto nel quale basta avere più voti favorevoli che contrari.
Di questo per il momento si accontenta Sanchez.

Giancarlo De Palo

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends