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Francia chiede a Italia di tenere chiuse frontiere: “Pericolo terrorismo” e Salvini aggancia l’assist

Dopo lo sconvolgente incendio di ieri a Parigi, dove la cattedrale Notre Dame ha preso fuoco e fortunatamente non è irrimediabilmente distrutta, dopo che la Francia ha appoggiato il generale Haftar in Libia, provocando con questo aiuto una offensiva contro Tripoli, ora i transalpini temono che possano riversarsi sul loro territorio centinaia di terroristi islamici che, magari sbarcando sulle coste del bel paese, possano poi attraversare la frontiera e approdare in territorio d’oltralpe. La Francia oggi si è parata le terga ancora una volta, chiedendo all’Italia ufficialmente di prorogare la chiusura delle frontiere al momento per altri sei mesi, dichiarando l'”emergenza nazionale” per la lotta al terrorismo. A questo punto, il nostro Ministro degli Interni, ha preso la palla al balzo per ribadire che ha ragione a temere un flusso fuori controllo e che l’idea di tenere i porti chiusi è la soluzione giusta per evitare “casini”. Poi ha mandato un segnale inequivocabile all’armatore della nave Mare Jonio, di attenersi scrupolosamente alle ”vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati” per svolgere la missione per cui sale e scende nel Mediterraneo, dalla Libia verso l’Italia e lo ha fatto attraverso una direttiva emanata ad hoc. Insomma Salvini fa sapere a Mediterranea e alla sua nave Jonio, che si attengano alle disposizioni e che stiano attenti perché possono caricare a bordo dei potenziali terroristi islamici e ne dovranno pagare le conseguenze. E come avranno mai risposto dall’altra parte?
Ecco la chicca:  “La direttiva dice che rischiamo di favorire l’ingresso di pericolosi terroristi. Auspichiamo che, una volta sbarcate nel porto più sicuro le persone eventualmente soccorse, questo governo sia in grado di effettuare tutte le indagini necessarie a garantire la sicurezza pubblica, ricordando però che i terroristi solitamente non viaggiano su barche che in un caso su tre affondano, ma che hanno ben altri mezzi per spostarsi. […] Diffidiamo altresì chiunque, e nella fattispecie il Ministro dell’Interno italiano, dal mettere in atto comportamenti che violino le leggi nazionali ed internazionali in materia di rispetto dei diritti umani e di obbligo di salvataggio in mare”.
Tutto chiaro, no?

 

TS

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