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Facebook, Mark si cosparge il capo di cenere: arriva il Mea Culpa di Zuckerberg

E’ arrivato per l’audizione al Senato americano, dopo giorni che rimbalzavano comunicati in cui si diceva dispiaciuto per quanto successo con i dati utilizzati da Cambridge Analytica, e Mark Zuckerberg  non ci ha girato intorno e ha fatto il “Mea culpa” che tutti si aspettavano: “Ho sbagliato, sono dispiaciuto. E’ chiaro che non abbiamo fatto abbastanza per impedire che i nostri strumenti fossero usati anche per fare danno  (parlando di Facebook, ndr) questo va dalle fake news, alle interferenze straniere nelle elezioni, le incitazioni all’odio, la privacy dei dati”.

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Ho sbagliato e “sono dispiaciuto”. Nell’audizione al Senato Usa, il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg si assume le sue responsabilità per lo scandalo Cambridge Analytica.

“E’ chiaro che non abbiamo fatto abbastanza per impedire che questi strumenti fossero usati anche per fare danno- ha detto Zuckerberg, parlando di Facebook- questo va dalle fake news, alle interferenze straniere nelle elezioni, le incitazioni all’odio, la privacy dei dati”. “Non abbiamo avuto una visione abbastanza ampia delle nostre responsabilità ed è stato un grande errore. E’ stato un mio errore e ne sono dispiaciuto – conclude -. Ho fondato Facebook, lo gestisco e sono responsabile di quanto vi accade”.

“Abbiamo chiesto a Cambridge Analytica di cancellare e smettere di usare i dati in loro possesso” ha detto il fondatore di Facebook, riconoscendo davanti al Senato americano di aver sbagliato a credere nelle rassicurazioni della società Cambridge Analytica. “Ci hanno detto che l’avevano fatto – spiega -. In retrospettiva credergli è stato chiaramente un errore, avremmo dovuto controllare”. “La mia principale priorità è sempre stata la nostra missione sociale di collegare le persone, costruire una comunità”, ha sottolineato Zuckerberg.

Nell’audizione al Senato Usa, ha detto che alcuni esponenti di Facebook sono stati interrogati dal procuratore speciale Robert Mueller che indaga sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali americane del 2016. Zuckerberg ha precisato di non essere stato personalmente interrogato da Mueller, ma che altri esponenti della sua società lo sono stati. “Il nostro lavoro con il procuratore speciale è confidenziale e voglio essere sicuro di non rivelare nulla di confidenziale”, ha concluso.

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