LiberoReporter

Cesare Battisti: come nel 2004 tenta fuga alla vigilia estradizione

Cesare BattistiCome una ferita mai sanata e che di tanto in tanto torna a far male, allo stesso modo di tanto in tanto si torna a parlare i Cesare Battisti. Oggi è stata resa nota la notizia che  Battisti sia stato tratto in arresto mentre cercava di scappare dal Brasile verso la Bolivia.  Come fece nel 2004, il pluriomicida, condannato in contumacia all’ergastolo in Italia, ancora una volta stava cercando di fuggire in un altro Paese  per evitare la temuta estradizione. Il tentativo di fuga è avvenuto dopo che si  erano fatte sempre più forti le voci che le autorità del Paese carioca, che lo avevano accolto fin dal 2004, concedendogli anche lo status di rifugiato politico (dopo la sua fuga da Parigi alla vigilia dell’estradizione in Italia), stesse per consegnarlo alle autorità italiane dopo che quest’ultime avevano recentemente rinnovato la richiesta. Come altre volte la richiesta si basa anche sul fatto che la legge brasiliana vieta la concessione di visti a cittadini stranieri condannati o processati in un altro Paese per crimini dolosi che prevedano l’estradizione come nel caso di Battisti. Il cambiamento politico avvenuto negli ultimi anni in Brasile ha creato i presupposti giusti affinché la richiesta italiana venisse finalmente accolta e di questo Battisti ne è stato consapevole. La sua è una complessa vicenda che ha innescato, nel corso degli anni,  forti tensioni tra l’Italia e il Brasile. Stavolta però, sembra che gli sia andata male ed è fallito l’ennesimo tentativo di sfuggire, ancora una volta, alla giustizia terrena ancora prima di quella divina. Stavolta non è riuscito nel suo intento: Battisti è stato fermato e si spera per sempre. La sua è una fuga che dura  dal 1981 quando evase dal carcere di Frosinone e riuscì a rifugiarsi prima in Francia a Parigi godendo della protezione dello scudo della ‘dottrina Mitterand’ e poi, in Messico a Puerto Escondido. Una fuga che dura quindi da oltre un trentennio ed è ora che finisca. A chiederlo ad alta voce i familiari delle sue innocenti vittime.  In Italia infatti, Battisti è stato condannato all’ergastolo in contumacia nel 1991 per quattro omicidi compiuti in concorso con altri terroristi tra il 1978 e il 1979. Per almeno due di questi omicidi l’ex terrorista rosso è stato anche riconosciuto come esecutore materiale. Si tratta di sentenze passate in giudicato. Gli omicidi sono quello del gioielliere Pierluigi Torreggiani e del macellaio Lino Sabbadin, militante del Msi, entrambi uccisi il 16 febbraio del 1979, a Milano e a Mestre. Poi, l’omicidio del maresciallo degli agenti di custodia , Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno del 1978, e dell’agente della Digos Andrea Campagna assassinato a Milano il 19 aprile del 1978. Nel corso di questi anni poi, la vita di Cesare Battisti è cambiata ed in meglio. Il militante dell’estrema sinistra di un tempo si è trasformato in un affermato autore di romanzi Noir di successo. Battisti è stato iniziato alla letteratura da Paco Ingnacio Taibo II. Un successo che gli ha portato non solo ricchezza, ma anche tante amicizie importanti. In poche parole si ‘gode la vita’.  Un’opportunità questa, che invece, ha negato a Pierluigi Torreggiani, Lino Sabbadin, Antonio Santoro e Andrea Campagna.
Torreggiani e Sabbadin furono assassinati perché colpevoli di aver reagito ad una rapina. Torreggiani fu ucciso mentre usciva dal suo negozio assieme al figlio Alberto allora poco più che adolescente. Il ragazzo anch’egli colpito si salvò, ma la ferita alla spina dorsale lo paralizzò ed oggi vive su di una sedia a rotelle e si batte reclamando giustizia per la morte del padre. Nella rivendicazione del loro assassinio allora, i terroristi scrissero che era stata posta fine alla loro squallida esistenza. Parole amare e torbe che risuonano quasi come una beffa. Il maresciallo Santoro era invece reo di aver tardato a soccorrere Cavallina, un altro terrorista e grande amico di Battisti, che si era rotto un braccio giocando a pallone in prigione ad Udine e per questo motivo venne letteralmente giustiziato davanti agli occhi della moglie e dei figli, fu colpito vilmente alle spalle. Andrea Campagna, venne ucciso perché la sua colpa era quella di essere uno ‘sbirro’. Ecco chi è Cesare Battisti. Da allora sono trascorsi tanti anni e a quella che è ed è stata una vicenda amara e tragica e a cui finora sembra non sia mai stato possibile mettere la parola fine, ora potrebbe subire una svolta se non ci saranno i soliti colpi di scena. Cesare Battisti si è rifatto una vita. Forse perdonarlo sarebbe anche giusto anche perché i tempi sono cambiati. Però, a chi è morto, a chi è stato negato di vivere la propria vita si deve almeno un po’ di giustizia e per questo è bene che Battisti vada in carcere che sconti in Italia le sue colpe e poi forse, lo si potrà liberare come è stato fatto per tanti altri ‘terroristi’.

Ferdinando Pelliccia

Encatena - Your content marketing platform
RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends