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Gb: Europarlamento, “No a schedatura cittadini Ue durante Brexit”

Il piano ventilato dal ministro degli Esteri britannico Amber Rudd, di “schedare” i cittadini comunitari presenti nel regno di Sua Maestà la Regina Elisabetta, durante la transizione post Brexit, non è affatto piaciuta ad alcuni europarlamentari, di diversi schieramenti: “Piano inaccettabile, contrario a leggi europee”.  

europarlamentoL’idea di ‘schedare’ i cittadini Ue che risiederanno nel Regno Unito durante la fase di transizione successiva alla Brexit non piace all’Europarlamento. Uno schieramento trasversale di parlamentari europei ha scritto una lettera al ministro degli Esteri britannico, Amber Rudd, per avvertirla che il suo piano sarebbe inaccettabile e contrario alle leggi europee.

Il progetto della Rudd, scrive il Guardian, prevede che nel periodo immediatamente successivo a divorzio tra Londra e Bruxelles, le generalità dei cittadini dell’Unione europea residenti in Gran Bretagna vengano inserite in uno speciale elenco. Una possibilità che viene contestata dagli europarlamentari firmatari della lettera, che ricordano al ministro britannico che durante il periodo di transizione che prenderà il via dopo la Brexit, nel marzo del 2019, Londra rimarrà comunque soggetta alle leggi Ue.

Gli europarlamentari ricordano quindi alla Rudd che “l’Articolo 26 della direttiva sulla libertà di movimento chiarisce che i certificati di residenza devono essere per tutti o per nessuno”. Gli eurodeputati, dei quali fanno parte membri dei gruppi S&D, Alde e V-Ale, contestano anche l’idea che i cittadini Ue con precedenti penali possano essere espulsi dalla Gran Bretagna. Anche questa proposta della Rudd, scrivono, è contraria alla direttiva Ue sulla libertà di movimento.

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