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Allarme Oms: Chikungunya, attenti a viaggiare in Italia

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità, è preoccupata per i casi di Chikungunya nella Regione Lazio, fortemente popolata e meta di parecchi viaggiatori. Il rischio, secondo l’Oms, è che la trasmissione possa essere “trasportata” in altri paesi: per questo motivo ha diramato un documento che mette in guardia dai rischi e raccomandazioni se si visitano luoghi in cui si può essere punti dalla zanzara infetta.

zanzaraUna lista di consigli per proteggersi dalle punture di zanzare, indirizzata a chi viaggia in Italia, con l’avviso di prestare particolare attenzione perché non si escludono nuovi casi di contagio da Chikungunya. L’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha diffuso sul proprio sito web un documento che mette in guardia i viaggiatori sul focolaio di casi di Chikungunya, la malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette che ha già fatto registrare 64 casi nel Lazio.

“C’è il rischio di un’ulteriore trasmissione” si legge nel documento dell’Oms, che sottolinea come la zanzara sia ormai stanziata nel bacino del Mediterraneo. “Il vettore – scrivono gli esperti – ha dimostrato in passato la sua capacità a sostenere focolai di Chikungunya. L’area in cui si sono registrati i casi è altamente popolata e frequentata da molti turisti, soprattutto nei mesi estivi”.

Diverse le raccomandazioni fatte dall’Oms per chi viaggia in Italia. Tra queste rientrano indossare abbigliamento adeguato, come magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi, usare repellenti e assicurarsi di dormire in una stanza con finestre dotate di zanzariera. “La malattia solitamente si verifica in Africa, Asia, nelle Americhe e nel subcontinente indiano – dicono gli esperti dell’Oms -. Nel 2007 la trasmissione è stata documentata per la prima volta in Europa, in Emilia Romagna, dove si verificarono 217 casi accertati”. “Al momento – conclude l’Organizzazione mondiale della sanità – c’è un altro focolaio autoctono nel dipartimento del Var, in Francia”.

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