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Barcellona: caccia aperta a Younes Abouyaaqoub, conducente furgone ancora in fuga

Il Mossos è ancora a caccia del conducente del furgone che ha seminato la morte sulla Rambla a Barcellona. Attraverso testimonianze, video e foto, la polizia catalana ha avuto la conferma che l’autore materiale dell’attacco di Barcellona è Younes Abouyaaqoub, che al momento risulta ancora in fuga. L’uomo è ultimo componente di una cellula terroristica smantellata all’indomani della strage.

polizia-barcellona-mossosLa polizia catalana ha confermato che Younes Abouyaaqoub, l’ultimo componente della cellula terroristica a cui si sta dando la caccia, era alla guida del furgone che ha seminato terrore e morte a Barcellona. Lo ha dichiarato il consigliere dell’Interno catalano, Joaquim Forn, in un’intervista a Catalunya Radio.

Dopo aver abbandonato il mezzo, il terrorista della Rambla è fuggito, a piedi, attraverso la ‘Boqueria’, il famoso mercato coperto di Barcellona. E’ quanto riportano oggi i giornali spagnoli che hanno ottenuto gli scatti che mostrano il giovane, che gli inquirenti ritengono sia Younes Abouyaaqoub, mentre cammina, indossando un paio di occhiali da sole, nel mercato che è una delle mete d’obbligo dei turisti a Barcellona.

Il giovane sarebbe poi uscito dall’ingresso posteriore dirigendosi, a passo sostenuto ma senza correre per non dare nell’occhio, verso la zona universitaria dove poi avrebbe aggredito e accoltellato a morte Pau Perez, per rubargli l’auto.

Nella caccia a Younes la polizia catalana si sta coordinando con le polizie europee. Il terrorista “è ricercato in tutti i Paesi europei” ha dichiarato il consigliere dell’Interno catalano, Joaquim Forn, in un’intervista a Catalunya Radio, sottolineando però che al momento non vi sono indizi concreti che indichino che sia riuscito effettivamente a lasciare il Paese.

PERQUISIZIONI – La polizia oggi all’alba ha condotto due nuove perquisizioni nel centro di Ripoll. Secondo quanto si legge sul sito di El Pais le perquisizioni sono avvenute in un edificio al numero 16 del Raval de sant Pere della località catalana. Non vi sono stati arresti. Secondo quanto riporta La Vanguardia, la polizia ha portato via dall’edificio perquisito due borse e una scatola.

A Ripoll vivevano quasi tutti i ragazzi che formavano la cellula terroristica che ha portato a termine l’attacco di Barcellona. La cellula, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era guidata da Abdelbaki Es Satty, che fino allo scorso giugno è stato imam della moschea della cittadina catalana.

Si ritiene che l’imam sia morto nell’esplosione di un appartamento di Alcanar, dove si trovavano oltre 120 bombole a gas che la cellula intendeva usare per attentati dinamitardi a Barcellona.

GOVERNO CATALANO: MAI RICEVUTO ALLARME DA CIA – Intanto il presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, ha negato che la Cia abbia mai avvertito le forze di sicurezza catalane di un possibile attentato a Barcellona. In un’intervista a Objetivo, Puigdemont ha smentito così le notizie che erano circolate subito dopo l’attacco sulla Rambla. “Non esiste alcun contatto” tra le forze di sicurezza catalane e le agenzie di intelligence internazionali.

MARCIA DEGLI ISLAMICI CONTRO IL TERRORISMO – Decine di associazioni e e gruppi islamici spagnoli hanno convocato per oggi alle 19 una manifestazione in plaza Catalunya per rispondere all’attentato di giovedì scorso con lo slogan “la comunità musulmana contro il terrorismo”.

La nuova mobilitazione della comunità islamica arriva dopo che si sono registrati degli attacchi contro le moschee di Granada, Siviglia e Logrono, con lanci di petardi e scritte sulle pareti. Il gruppo di estrema destra Hogar Social è coinvolto in almeno uno di questi attacchi, si legge sul sito di El Pais.

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