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Unesco proclama Hebron patrimonio umanità, scontro con Israele

Una proclamazione che ha fatto storcere il naso e non poco agli israeliani, non fosse altro perché secondo le autorità governative della Stella di David, l’Unesco usa le risoluzioni in modo politico falsando la storia. L’agenzia dell’Onu ha dichiarato patrimonio dell’umanità la città vecchia di Hebron e la Tomba dei Patriarchi, classificandoli come siti palestinesi e in pericolo. Durissima reazione del ministro israeliano per l’Educazione, nonché capo commissione israeliana per l’Unesco, Naftali Bennett: “Israele non rinnoverà la cooperazione”.

hebronL’Unesco ha dichiarato la città vecchia di Hebron, in Cisgiordania, patrimonio dell’umanità con 12 voti a favore e tre contrari, mentre gli astenuti sono stati sei. La decisione è stata presa a Cracovia, in Polonia, dove dal 2 luglio è in corso la 41esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Stando a quanto riferito dal sito di ‘Haaretz’, la risoluzione riconosce la città vecchia di Hebron e la Tomba dei Patriarchi come “siti palestinesi”, evidenziando come siano “in pericolo”.

Il ministro israeliano dell’Educazione e capo della commissione israeliana per l’Unesco, Naftali Bennett, ha condannato la decisione dell’Agenzia Onu, evidenziando come i legami storici degli ebrei con Hebron risalgano a migliaia di anni fa e non saranno recisi.

“E’ deludente e imbarazzante vedere l’Unesco negare la storia e distorcere la realtà per fare consapevolmente gli interessi di chi prova a cancellare lo Stato ebraico dalle carte geografiche – ha dichiarato – Israele non rinnoverà la cooperazione con l’Unesco finché continuerà ad essere usato come strumento per attacchi politici”.

I rapporti tra Israele e l’agenzia Onu per la cultura erano già precari a causa di alcune risoluzioni che hanno attirato forti critiche da parte dello Stato ebraico. L’ultima, approvata a inizio maggio, fu aspramente contestata da Tel Aviv perché metteva in dubbio la sovranità israeliana sull’intera Gerusalemme.

L’Autorità nazionale palestinese (Anp), in una nota del ministero degli Esteri, ha invece definito il voto dell’Unesco “un successo nella battaglia diplomatica portata avanti dai palestinesi su tutti i fronti nonostante le pressioni israeliane e americane”.

Il primo sito palestinese ad essere inserito nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità fu il 29 giugno 2012 la Basilica della Natività situata nella città di Betlemme. Nel 2014 vennero inserite anche le terrazze coltivate di Battir.

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