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Polonia: proteste contro riforma Corte Suprema, Duda costretto a bloccare legge

Il governo controllato da Diritto e Giustizia, partito di destra ed euroscettico a cui appartiene il presidente polacco Duda, aveva portato in aula sabato scorso la riforma della Corte Suprema, che in pratica la poneva sotto il proprio controllo, facendola approvare. Il Presidente polacco, in seguito alle forti proteste post approvazione, ha dichiarato che porrà il veto alla riforma, di fatto bloccandola. 

Andrzej-DudaIl presidente polacco Andrzej Duda ha annunciato che porrà il veto alla riforma giudiziaria che vorrebbe mettere la Corte Suprema sotto il controllo del governo. L’annuncio arriva dopo che da sabato notte, quando il Parlamento ha definitivamente approvato la contestata riforma, vi sono state manifestazioni a Varsavia ed in tutta la Polonia contro la misura varata dal governo controllato da Diritto e Giustizia, partito di destra ed euroscettico a cui appartiene Duda. Proteste e moniti erano arrivati anche, prima e dopo l’approvazione, dall’Unione Europea.

“Come presidente io non credo che questa legge rafforzerebbe un senso di giustizia”, ha detto Duda in una dichiarazione trasmessa in televisione poco prima dell’inizio della riunione, che il presidente aveva convocato per oggi, con i vertici della Corte Suprema. Se fosse entrata in vigore la legge avrebbe mandato in pensione gli attuali sommi giudici, permettendo al governo di nominarle altre.

Di fronte alle critiche di Bruxelles, con la Commissione Europea che aveva minacciato di sospendere il diritto di voto di Varsavia, Duda era intervenuto la scorsa settimana nel tentativo di trovare un compromesso, ma il governo aveva rifiutato ogni accusa che la riforma fosse una mossa verso l’autoritarismo.

L’elemento che forse ha determinato la decisione del presidente è stata la grande mobilitazione di piazza che si è registrata per tutto il weekend con decine di migliaia di polacchi, in maggioranza giovani, che gli hanno chiesto, con slogan e cartelli, di porre il veto alla legge che avrebbe invertito il processo democratico del paese ex comunista.

E questo è stato il messaggio dell’ex presidente Lech Walesa che, parlando dal palco della manifestazione di Danzica, ha detto ai giovani dimostranti di lottare per difendere le conquiste che il suo movimento Solidarnosc aveva iniziato ad ottenere con le sue lotte negli anni ’80 contro il regime comunista.

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