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Stati Uniti. Calvino e i videogiochi: la contaminazione nell’arte di Jonathan Blow

calvino-blowNel 1984, Italo Calvino è stato invitato presso la Harvard University a tenere una serie di lezioni. Prima della sua morte è stato in grado di completare cinque delle sei lezioni previste sulle possibilità immaginative della lingua e della letteratura.

Le lezioni, raccolte e note con il titolo di “Lezioni Americane: Sei proposte per il Nuovo Millennio”, sono ora disponibili nella nuova traduzione di Geoffrey Brock e sono al centro di una serie di incontri nella Grande Mela. Dopo l’evento inaugurale con Jonathan Lethem su “Leggerezza”, la prima delle Lezioni, seguito poi da una conversazione tra Paola Antonelli e Maria Popova su “Rapidità, Incanto e la Felicità della Narrazione”, la serie continua con Jonathan Blow, che discuterà dell’influenza dell’opera di Calvino sui suoi videogiochi. Organizzato dal Center for Fiction in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura di New York, l’incontro è in programma l’11 aprile presso il Center for Fiction.

Jonathan Blow è un progettista-programmatore, il cui obiettivo è quello di rendere i video giochi utili all’espansione della mente. Blow è conosciuto per Braid, gioco che ha ottenuto notevole successo e più recentemente per The Witness. È anche partner di Indie Fund, un’iniziativa per aiutare nuovi sviluppatori creativi a crescere pur rimanendo indipendenti. Interviene spesso a conferenze e alle università per la promozione del design del gioco come una forma d’arte.

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