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Roma: domenica 26 febbraio blocco auto




Dopo la prima domenica di blocco attuata il 22 gennaio scorso, domenica 26 febbraio si replica: ci sarà infatti il blocco dei mezzi, che rientra nel programma ‘Domeniche ecologiche’ varato dalla giunta capitolina, prevede “il divieto totale della circolazione ai veicoli dotati di motore endotermico”, relativamente alle fasce orarie 7.30-12.30 e 16.30-20.30.

news-new-azzurroPer i romani è in arrivo la seconda domenica a piedi del 2017. Il 26 febbraio è infatti previsto un nuovo blocco auto, dopo quello dello scorso 22 gennaio.

Il provvedimento, che rientra nel programma ‘Domeniche ecologiche’ varato dalla giunta capitolina, prevede “il divieto totale della circolazione ai veicoli dotati di motore endotermico”, nella zona a traffico limitato denominata ‘Fascia Verde’ all’interno del Piano Generale del Traffico Urbano, relativamente alle fasce orarie 7.30-12.30 e 16.30-20.30.

Tuttavia, come si legge nell’ordinanza del sindaco del 7 dicembre 2016, alcune categorie di veicoli sono esentate dalle restrizioni. Nel dettaglio si tratta dei:

  • veicoli a trazione elettrica e ibridi;

  • veicoli alimentati a metano e a Gpl;

  • autoveicoli a benzina ad accensione comandata di tipo Euro 6;

  • autoveicoli a diesel ad accensione spontanea di tipo Euro 6;

  • ciclomotori a 2 ruote con motore 4 tempi Euro 2;

  • motocicli a 4 tempi Euro 3.

All’interno della stessa ordinanza sono indicate anche le 4 zone della Fascia verde (A, B, C e D) in cui non è possibile circolare. Come stabilito dall’articolo 13 bis del Codice della Strada, chi viene sorpreso a circolare in una giornata di blocco auto può incorrere una sanzione che va dai 163 ai 658 euro.

Per i recidivi i guai sono maggiori. Chi ha infatti violato il blocco del traffico negli ultimi due anni e viene nuovamente scoperto, rischia la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.

Ad ogni modo il Comune di Roma fa sapere che le date del blocco auto “potranno essere suscettibili di modifiche, qualora si dovessero verificare eventi, ad oggi non previsti e non prevedibili, che, da valutazioni effettuate dagli organi di governo competenti, dovessero essere ritenuti non compatibili e di interesse pubblico prevalente”.

All’Assessore all’Ambiente spetta infatti “il compito di concordare con gli altri assessorati e relativi Uffici dipartimentali ogni possibile iniziativa (ad esempio, le misure incentivanti accennate in premessa) che possa coinvolgere la cittadinanza al fine di aumentare l’efficacia dei provvedimenti in argomento”.

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