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Siria: tregua in vigore ad Aleppo

Fino alle 19 di oggi è in vigore la tregua per quel che riguarda la città siriana di Aleppo, voluta da Russia ed esercito siriano leale al presidente Bashr al-Assad, che già da un paio di giorni hanno cessato i bombardamenti sulla città controllata dai ribelli. La tregua potrebbe anche essere prolungata, come dichiarato dal Cremlino. 

aleppo-mapE’ entrata formalmente in vigore la ”pausa umanitaria” annunciata dalla Russia e dal regime di Damasco nella zona orientale di Aleppo, nel nord della Siria, controllata dai ribelli. Da due giorni i caccia russi e siriani avevano interrotto i bombardamenti sui quartieri assediati da Damasco.

Obiettivo dichiarato è quello di permettere ai civili di lasciare la città attraverso speciali corridoi. Sarà inoltre possibile prestare soccorso a malati e feriti, ma le Nazioni Unite hanno fatto sapere che la tregua è troppo breve per poter far partire i convogli umanitari e avviare la distribuzione di aiuti alla popolazione assediata.

La Russia ha annunciato che la tregua verrà estesa di tre ore – da 8 a 11 (ovvero fino alle 19 ora locale) – e che potrebbe essere ulteriormente prolungata. Intanto elicotteri dell’esercito siriano hanno lanciato centinaia di migliaia di volantini sulle zone controllate dai ribelli nei quartieri orientali di Aleppo, nella Siria settentrionale, con le istruzioni per poter lasciare la città.

Secondo una fonte militare anonima, che ha parlato alla Xinhua, nelle mappe vengono evidenziate sei strade per i civili intenzionati a lasciare la zona orientale in mano ai ribelli per quella occidentale controllata dal regime di Damasco e due strade per i ribelli che vogliono lasciare la città per recarsi in aree della periferia controllate dall’opposizione.

Si sono però registrati scontri tra le forze del regime siriano e i ribelli, proprio tra la zona occidentale e quella orientale controllata dai ribelli. In particolare, ci sono stati scontri a fuoco vicino a uno dei corridoi individuati dai russi per far uscire dalla città civili, feriti e ribelli.

Si tratta della prima violazione della ”tregua umanitaria” proclamata da Mosca e Damasco. ”I soldati del regime hanno iniziato a usare i loro cecchini, che hanno sparato contro le zone di Bustan al-Qasr e Salaheddin, e noi abbiamo risposto al fuoco”, ha detto Yasser al Youssef del gruppo di ribelli Noureddine al Zinki citato dalla Dpa.

L’agenzia di stampa siriana Sana ha invece riferito che a sparare sono stati per primi i cecchini dei ribelli, che hanno attaccato la zona dei corridoi. Il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha confermato lo scontro a fuoco.

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