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Sudafrica: il presidente Zuma invitato a dimettersi dal suo stesso partito

jacob-zuma In Sudafrica sembra non avere  più pace il presidente Jacob Zuma che è sempre di più messo in discussione, ora anche dai membri del suo stesso partito. Nei giorni scorsi infatti, numerosi attivisti del partito al potere in Sudafrica, l’African national congress, Anc, hanno presentato un documento in cui  chiedono al Capo di Stato di compiere un passo indietro e dimettersi. Tra i firmatari del documento, che si identificano con la sigla “Salviamo il Sudafrica”,  anche  il nome dell’ex ministro delle Finanze, Trevor Manuel personalità di spicco del Anc. Nel documento nell’esprimere una profonda preoccupazione per la situazione in cui vessa il Paese africano i suoi firmatari hanno voluto anche invitare il presidente Zuma ad incontrarli per un confronto sulla leadership.  L’Anc è  il partito al potere in Sudafrica dal 1994 e non è la prima volta che al suo interno si levano voci di dissenso, ma finora non era successo che si arrivasse a chiedere  le dimissioni di un Capo dello stato. Il Sudafrica è interessato da un periodo turbolento a livello politico e sociale. Nel Paese africano è in corso  uno scontro tra universitari e governo che ha condotto nelle ultime settimane ad una violenta protesta di piazza. Manifestazioni che sono sfociate in scontri con la polizia e hanno portato alla chiusura di oltre la metà degli atenei del Paese. Gli studenti universitari rivendicano il diritto allo studio e rigettano la proposta del governo di Pretoria di voler aumentare le tasse universitarie dell’otto per cento.  In realtà la protesta studentesca rispecchia l’animo di tanti che nel Paese si sentono disillusi dall’African national congress. Si tratta per davvero di un periodo difficile per il presidente sudafricano Zuma. Dopo che nei mesi scorsi era stato coinvolto in una serie di scandali politici di cui ne risente ancora i contracolpi, ora si ritrova a dover gestire anche un forte dissenso interno. Finora è riuscito a contenere il danno. Tutte le mozioni di sfiducia presentate nei suoi confronti in Parlamento a Città del Capo sono state sempre bocciate dalla maggioranza dei deputati però, se ora comincia a mancare l’appoggio del partito le cose potrebbero cambiare e in peggio per lui.

Ferdinando Pelliccia

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