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Sud Sudan: allarme rosso per emergenza umanitaria nel Paese africano

map_sud_sudanDa quando il Sud Sudan è divenuto indipendente non sembra trovare pace. Nelle ultime settimane si è riacutizzata l’emergenza umanitaria nel Paese africano. Si registrano in aumento soprattutto saccheggi, rapimenti e violenze sessuali.  A denunciarlo in un documento le Nazioni Unite i cui funzionari in Uganda hanno registrato le denunce dei civili in fuga dal Paese confinante.  In Sud Sudan è in corso quasi l’ennesimo conflitto inter-sudanese. A scontrarsi tra loro sono dal dicembre del 2013 le truppe fedeli al presidente Salva Kiir e gli uomini del suo ex vice, Riek Machar. Entrambi rivendicano il diritto di governare il Paese africano. Ovviamente in mezzo ai disputanti ci sono le inermi popolazioni civili. Dallo scoppio delle ostilità sono oltre 12 mln i civili che hanno abbandonato il Paese ed ogni loro avere e attività per cercare scampo al dramma della guerra nei Paesi confinanti. Nella sola Uganda sono scappati oltre 100mila civili, 12mila nella sola ultima settimana. Una fuga di civili dal Paese che ha fatto registrare una forte impennata lo scorso mese di luglio  quando si sono  riacutizzati gli scontri armati tra le due fazioni in lotta. Come sempre una conseguenza diretta di questo esodo sono la carestia e le malattie.  Nei  primi 8 mesi del 2016 otre un milione di persone si sono ammalate di malaria e colera. Il Sud Sudan è figlio di uno storico referendum sull’autodeterminazione tra la regione meridionale sudanese e quella posta a nord. La consultazione popolare si tenne nel mese di gennaio del 2011 e decise la secessione dal Sudan decretata ufficialmente poi, il 9 luglio successivo. Si formarono cosi il Sud Sudan al sud, a maggioranza cristiano e animista, e il Sudan al Nord, a maggioranza musulmana.

Ferdinando Pelliccia

 

 

 

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