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Omicidio Cox, Mair si presenta in aula: “Il mio nome è ‘morte ai traditori'”




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Il mio nome è “morte ai traditori, libertà per la Gran Bretagna”. Così Thomas Mair, l’uomo accusato dell’omicidio della deputata Jo Cox, ha risposto ai giudici di Westminster che gli chiedevamo di identificarsi, riferisce la Bbc. L’uomo non ha voluto dare il suo vero nome e si è rifiutato di rispondere quando gli è stato chiesto di confermare indirizzo e data di nascita. Accusato di omicidio, gravi lesioni personali e possesso di arma da fuoco, il 52enne Mair, incriminato di omicidio, dovrà comparire lunedì davanti alla Corte dell’Old Bailey.

Le altre accuse formalizzate nei suoi confronti sono lesioni personali gravi, possesso di armi da fuoco con l’intento di commettere un reato e possesso di armi. Cox, 41 anni, è stata colpita giovedì all’ingresso della biblioteca pubblica di Bristall ed è morta poco dopo nell’ospedale in cui era stata ricoverata d’urgenza.

Il Southern Poverty Law Center negli Stati Uniti ha reso noto di avere dei documenti secondo cui Mair è un sostenitore della National Alliance, un gruppo neonazista americano, e da loro aveva acquistato, nel 1999, un manuale che includeva istruzioni su come assemblare una pistola. Fra questi una ricevuta per il pagamento di 620 dollari alla NA. Mair è stato anche un sostenitore della pubblicazione dell’estrema destra pro apartheid in Sudafrica dello Springbok Club.

Thomas Mair incriminato formalmente
E’ stato incriminato di omicidio per l’assassinio della deputata laburista britannica Jo Cox l’uomo arrestato subito dopo l’aggressione, ha reso noto la polizia anticipando la comparsa per le prossime ore di Thomas Mair, 52 anni, originario di Birstall, di fronte a un giudice al tribunale di Westminster a Londra.

Le altre accuse formalizzate nei confronti di Mair sono lesioni personali gravi, possesso di armi da fuoco con l’intento di commettere un reato e possesso di armi. Cox, 41 anni, è stata colpita giovedì all’ingresso della biblioteca pubblica di Bristall ed è morta poco dopo nell’ospedale in cui era stata ricoverata d’urgenza.

Il Southern Poverty Law Center negli Stati Uniti ha reso noto di avere dei documenti secondo cui Mair è un sostenitore della National Alliance, un gruppo neonazista americano, e da loro aveva acquistato, nel 1999, un manuale che includeva istruzioni su come assemblare una pistola. Fra questi una ricevuta per il pagamento di 620 dollari alla NA. Mair è stato anche un sostenitore della pubblicazione dell’estrema destra pro apartheid in Sudafrica dello Springbok Club.

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