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Fecondazione: stop a utero in affitto, da Camera sì a mozioni a larga maggioranza

utero-in-affitto1Stop alla pratica del cosiddetto utero in affitto. La Camera a larghissima maggioranza ha infatti approvato le mozioni sul tema presentate dal Pd e da Area popolare, primi firmatari i capigruppo Ettore Rosato e Maurizio Lupi, e anche ai documenti elaborati dal Movimento 5 stelle e da Sinistra italiana che approfondiscono questioni analoghe. Via libera anche ad una parte del testo depositato da Forza Italia.

Il documento Dem impegna il governo ad avviare un confronto sulla base del divieto della maternità surrogata previsto dalla legge 40 sulla fecondazione assistita e in riferimento alla condanna dello sfruttamento riproduttivo e dell’uso del corpo umano per profitti finanziari o di altro tipo espressa dalla risoluzione del Parlamento europeo 2015/2229.

Viene inoltre chiesto al governo “di attivarsi nelle forme e nelle sedi opportune, per il pieno rispetto, da parte dei Paesi che ne sono firmatari, delle convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani e del bambino” e di “promuovere a livello nazionale e internazionale, iniziative che conducano al riconoscimento del diritto dei bambini alla identità personale, e alla loro tutela, indipendentemente dalla modalità in cui sono venuti al mondo”.

Infine la mozione impegna il governo “ad attivarsi per completare il recepimento della convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica”.Temi contenuti anche nella mozione presentata dal Movimento 5 stelle, e approvata, prima firmataria Maria Edera Spadoni.

Il testo presentato da Lupi chiede al governo di “assumere iniziative, a livello nazionale e soprattutto internazionale, in tutte le sedi istituzionali sovranazionali, affinché la surrogazione di maternità, in ogni sua modalità e variante contrattuale, sia riconosciuta come nuova forma di schiavitù e di tratta di esseri umani”.

Bocciate invece le mozioni presentate da Eugenia Roccella, di ‘Idea; da Valentina Vezzali e Giovanni Monchiero, di Scelta civica; da Lorenzo Dellai di Democrazia solidale; da Marco Rondini, della Lega; da Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia-An; da Rocco Palese, dei Conservatori e riformisti.

Approvate invece in parte le mozioni presentate da Forza Italia e da Sinistra italiana, prime firmatarie Mara Carfagna e Marisa Nicchi. Sul documento del movimento azzurro il sì è stato espresso per l’impegno a “richiedere, nelle opportune forme e sedi internazionali, il rispetto, da parte dei Paesi firmatari, delle convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani e del bambino”. Bocciata invece la richiesta di “promuovere la messa al bando universale di tutte le forme di legalizzazione della maternità surrogata, attraverso l’adozione di un’apposita convenzione internazionale, per sancire definitivamente i principi di indisponibilità del corpo umano e della protezione della vita e dell’infanzia”.

Il documento di Sinistra italiana, accanto alla richiesta di contrastare “ogni eventuale forma di pratica sommersa e clandestina a causa dell’impossibilità di accedere alla gestazione per altri/e”, ritiene anche necessario “colmare il deficit informativo attraverso un osservatorio di analisi del fenomeno, in modo da programmare politiche pubbliche adeguate per le tutele giuridiche, sanitarie, sociali di tutti i soggetti coinvolti in una realtà che di fatto esiste”.

Inoltre viene chiesto di “stabilire accordi bilaterali sul fronte internazionale con i Paesi che hanno introdotto e normato la gestazione per altri/e, e programmi di cooperazione allo sviluppo per i Paesi a rischio di sfruttamento delle donne a fini riproduttivi”. Infine si segnala l’esigenza di “assumere iniziative per prevedere il riconoscimento anagrafico nel nostro Paese, relativamente ai soli nati in quegli Stati dove esiste una legislazione che regolamenta la gestazione per altri/e”.

“Trovo positiva l’approvazione della mozione sulla gestazione per altri, cosiddetta maternità surrogata, presentata oggi dal Pd alla Camera -commenta la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli-. Era fondamentale che un tema così complesso venisse affrontato in sede parlamentare con la necessaria accortezza e senza pregiudizi ideologici, come proposto con questa mozione, che serve proprio per riconoscere prioritari, da un lato, la tutela delle donne, della loro libertà e autodeterminazione e, dall’altro, quella dei bambini”.

Per Lupi “l’approvazione della mozione di Area popolare sul divieto di utero in affitto, con una larga maggioranza di cui fa parte anche il Partito democratico, è un fatto politico molto importante. Domani, in una conferenza stampa che si terrà alle 11 nella sede di Area popolare, illustreremo la proposta di legge che presenteremo subito per dare attuazione a quanto oggi deciso dalla Camera dei deputati”.
“Bene -commenta Dellai- che la Camera abbia votato un testo nel quale si afferma che questa pratica non solo è già illegale in Italia, ma che deve essere condannata ovunque. Peccato, invece, che sia stata respinta la nostra mozione che indicava anche lo strumento giuridico con il quale perseguire nei fatti questo orientamento. La questione rimane pertanto aperta”.

“Il punto focale della discussione sull’utero in affitto -sottolinea Carfagna- era, almeno per noi, impegnare il governo a muoversi a livello internazionale per la messa a bando universale della maternità surrogata. Purtroppo ancora una volta la maggioranza si è dimostrata sorda verso le nostre posizioni. Siamo veramente amareggiati perché speravamo che almeno su un tema come questo si potessero trovare convergenze ampie ed accordo condiviso”.

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