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Incontri ravvicinati del “vecchio tipo”: Usa e Russia scaramucce nei cieli

rc-135-usaLa guerra, quella fredda, non si è mai riscaldata per davvero. Che non corra buon sangue tra le due superpotenze Usa e Russia non è un mistero, e nessuna delle due parti fa qualcosa per smentirlo. I rapporti certo non sono aspri come al tempo dell’Urss, ma le politiche divergenti che da sempre contraddistinguono i due schieramenti e i recenti cambiamenti degli scenari geopolitici, hanno favorito un ritorno di fiamma ed ecco che si palesano nuovi incontri ravvicinati del “vecchio tipo”. Giovedì scorso, secondo i media americani (quelli buoni), un Su-27 dell’aviazione russa, si è avvicinato a 50 piedi di distanza da un velivolo americano, che si trovava nel Baltico per una ricognizione. L’amministrazione americana, maestra in questo tipo di “comunicazione”, ha affermato che il pilota del jet russo ha effettuato delle manovre “pericolose e poco professionali” a dir poco “aggressive”. Il Pentagono ovviamente omette, a regola d’arte, in che tipo di missione fosse coinvolto l’RC-135 delle forze Usa “avvicinato” dal Sukhoi  in quella zona. Anche la risposta russa risulta quindi da manuale: nessun atteggiamento ostile o provocatorio. Tutto come sempre insomma.

 

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