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La silente guerra colombiana tra governo, rivoluzionari e cartelli della droga

Anche in un paese pieno di paesaggi spettacolari e vegetazione lussureggiante, la remota Valle de Cocora lascia sempre con il fiato sospeso. La vallata color verde smeraldo si estende a est del villaggio di Salento, fino ad arrivare al Parque Nacional Natural Los Nevados, incorniciato da vette innevate, dove crescono le “palme da cera”, considerate le palme piú grandi al mondo (fino a 60 metri di altezza) oltre a essere l’albero nazionale della Colombia.

La posizione remota di questo parco ha da una parte scoraggiato lo sviluppo di qualsiasi attività sia di tipo commerciale che governativo, ma, dall’altra, ha invece attratto coloro in cerca di solitudine e di indipendenza, lontano da occhi indiscreti. Come tale, la Valle de Cocora infatti è luogo di rifugio e di protezione delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del Popolo (Revolutionary Armed Forces of Colombia), meglio note con l’acronimo FARC.

Considerate tra le più longeve organizzazioni ribelli del mondo ancora esistenti, le FARC rappresentano forse i protagonisti più conosciuti della guerra civile colombiana, che coinvolge  anche vari cartelli della droga, forze paramilitari di estrema destra e, ovviamente, il governo colombiano. In conflitto dal 1964, le FARC hanno da tempo abbandonato l’idea di rovesciare l’esecutivo colombiano, dopo ripetuti attacchi senza esito positivo, ma lottano invece semplicemente per mantenere una certa presenza e visibilità, piuttosto che per perseguire obiettivi di natura politica o territoriale. Al momento sono in corso dei trattati di pace per raggiungere un accordo, con l’obiettivo di mettere un punto fermo e cercare di decretare la fine del conflitto armato tra il governo colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie, che dura da più di mezzo secolo e che ha ucciso piú di 200 mila persone.

Nel frattempo, il governo continua a fare pressione sulle FARC in tutto il paese, attraverso il coinvolgimento dei militari, con presenza continua nella zona di influenza dei guerriglieri, nella speranza di indurli a proseguire i trattati di pace e, nel caso di mancato raggiungimento di un accordo fra le parti, di continuare ad ucciderne il più alto numero possibile. Anche in questo caso, una guerra silente, che poco trova spazio tra i media internazionali.

Eleonora Giuliani
e.giuliani@liberoreporter.it

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Chi è Eleonora Giuliani?
Classe 1983, nata e cresciuta a Roma, sin da bambina ha iniziato a viaggiare spesso con il padre principalmente nei paesi dell’Europa Orientale, appena dopo la caduta del muro di Berlino; esperienze, queste, che hanno sviluppato una grande curiosità nel scoprire luoghi insoliti. Laureata a Roma in Lingue Straniere, trasferita a Londra per approfondire gli studi, Eleonora ha ottenuto un Master in Interpretariato e Traduzione. Lo studio approfondito delle lingue straniere l’ha portata a interagire con persone provenienti da paesi, tradizioni e culture diverse. Grazie a queste opportunità, il suo interesse per i viaggi è cresciuto esponenzialmente; interesse che ha trovato la sua evoluzione nella fotografia e nel descrivere luoghi atipici e spesso disprezzati, quelli che normalmente trovano spazio nelle prime pagine dei giornali solo ed esclusivamente quando accadono fatti eclatanti, guerre e drammi di ogni tipo.

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